Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Caos in stazione, bloccata la circolazione dei treni|VIDEO

 

Protesta dei lavoratori Whirlpool sulle banchine della stazione di Napoli Garibaldi. "Abbiamo perso il lavoro e rischiamo anche di prendere il virus, ma siamo l'Italia che resiste, Napoli resiste, abbiamo solo bisogno di qualcuno che creda in noi. E noi ci crediamo in noi stessi", denunciano. 

I lavoratori hanno prima inscenato l'ennesimo corteo attraversando via Argine e poi si sono diretti alla stazione Centrale dove hanno occupato i binari. Successivamente si sono spostati verso il Centro Direzionale sotto la sede del Palazzo del Consiglio Regionale. Nel mirino in particolare il consigliere Saiello In rappresentanza delle promesse che i ministri 5 Stelle hanno fatto in 18 mesi senza mantenerle.

Sono senza lavoro dallo scorso primo novembre, da quando la multinazionale ha dichiarato lo stop dell'attività lavorativa.

whirlpool-15-5

"Scoppia la rabbia dei lavoratori Whirlpool Napoli. Oggi i lavoratori hanno bloccato il traffico ferroviario della Città. Inaccettabile le parole di resa del Presidente Conte, il Governo deve mettere in campo tutti gli strumenti disponibili dalla legislazione vigente in termini di sostegno alla multinazionale affinché possa continuare la produzione nel sito di via Argine a Napoli."  È quanto afferma il segretario generale della Fim CISL Napoli Biagio Trapani. "Per noi della Fim Cisl è necessario che il Governo si adoperi da subito  con degli strumenti legislativi che vincolino le multinazionali al rispetto degli accordi sottoscritti sui siti industriali in Italia e in Campania proprio a partire da Whirpool. C'è la necessità che anche Invitalia faccia la sua parte e che il tavolo di crisi venga convocato subito. Ogni giorno che passa è tempo perso per trovare soluzione alla vertenza. Continuiamo a ribadire  che ci sono tutti gli strumenti utili a partire dal decreto Cura Italia, o il supporto di Invitalia, per poter permettere il prosieguo delle attività produttive a Napoli e la tutela dei 355 lavoratori di Napoli ed altrettanti dell'indotto in Campania. È chiaro che come sindacato non resteremo a guardare l'ennesimo il Governo torto Industriale che si consuma ai danni della Città e in Italia. È inaccettabile dover lottare prima con la Politica e poi con la multinazionale.  Noi non lasceremo mai soli i lavoratori perché quello di Napoli è un presidio di legalità e lo difenderemo fino all’ultima goccia di sudore".

(Video di Massimo Romano)

Potrebbe Interessarti

Torna su
NapoliToday è in caricamento