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Trasporti, tagli in Campania: diminuiscono i fondi per manutenzione e sicurezza

La regione ha subito un taglio di trasferimenti dallo Stato per il settore del trasporto pubblico locale su ferro pari a circa il 15%, a partire dal 2011, rispetto a una media nazionale del 10%

Il bilancio della Regione per il capitolo trasporti è passato dai 700 milioni di euro del 2010 ai 567 del 2011. Un calo del 19%, inferiore solo al taglio subito dalla Calabria, pari al 22 per cento. Nel 2012 il bilancio è di 601 milioni di euro con un aumento del 6% sull'anno precedente che non recupera l'intero taglio subito e che è realizzato con ulteriori risorse della Regione a fronte del venir meno dei contributi statali. In particolare, la Campania ha subito un taglio di trasferimenti dallo Stato per il settore del trasporto pubblico locale su ferro pari a circa il 15%, a partire dal 2011, rispetto a una media nazionale del 10%. A questa questa riduzione si aggiunge il taglio dei trasferimenti apportato dallo Stato alle Regioni, per l'erogazione di una serie di servizi pubblici (tra cui sanità, assistenza sociale, ambiente e gli stessi trasporti), pari a 4 miliardi per il 2010 e 4,5 miliardi di euro per il 2011, rendendo ancora piu critica l'erogazione di servizi pubblici in tutte le Regioni italiane. In totale, dunque, la riduzione arriva al 19%.


La scure, come evidenziato, si è abbattuta in particolare sui finanziamenti per i servizi ferroviari regionali erogati da Trenitalia oltre che su altri costi (manutenzione, IVA, ecc.) con un taglio che per la Campania ha portato le risorse da circa 210 milioni di euro nel 2011 a circa 160 milioni nel 2012, mentre è ancora in corso di definizione la quota per il 2013. A ciò si aggiunga che riguardo al nuovo Fondo nazionale unico per il TPL, nel quale confluiscono anche le risorse del trasporto su gomma, finora fiscalizzate e precedentemente nella libera disponibilità delle Regioni, la Conferenza delle Regioni e Province autonome del 6 febbraio scorso ha approvato nuovi criteri di riparto rispetto a quelli storici, in base a questi ultimi, la percentuale della Regione Campania, sul totale delle risorse, è scesa di un ulteriore 0,48%, corrispondente a circa 2,6 milioni di euro e, a decorrere dal 2014, essa si ridurrà di un importo pari a più di 8 milioni di euro. La riduzione dei trasferimenti ha provocato effetti negativi sulla quantità e sulla qualità dei servizi comportando la mancanza di acquisto di materiale rotabile (l'età media di un autobus è, in Italia, di circa 12 anni) mentre analogamente sono aumentate le spese, a esempio i costi del gasolio e delle assicurazioni, così come i costi per adempiere alle direttive sulla sicurezza stabilite da obblighi europei; e, ancora, le risorse finanziarie necessarie all'adeguamento inflativo previsto dai contratti di servizio. Infine si lamenta l'assenza di risorse adeguate per interventi di manutenzione straordinaria su material rotabile e infrastrutture. Tra i costi fissi che gravano sulla Campania quello del personale, da garantire, naturalmente, pur in presenza di minori risorse. Senza dimenticare che i tagli incidono su una regione tra le più indebitate d'Italia per l'eredità del passato. (Ansa)

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