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Foto De Cristofaro

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Tony e Tina Colombo sposi: trash o romanticismo? Le nozze tra polemiche, burocrazia e pregiudizi

Il dietro le quinte di chi ha documentato il matrimonio tra Tony e Tina Colombo

Trash cioè volgare è quello che si pretende sia stato il matrimonio di Tony e Tina e trash gli sposi e tutto ciò che li contornava. Se però è vero che, come diceva Hume, "la bellezza delle cose esiste nella mente di chi le contempla", allora il loro è stato un "matrimonio da favola" sotto ogni aspetto.

Alla cerimonia, Tony diceva a tutti che quella era la sua “principessa” e che tale voleva si sentisse nel giorno delle loro nozze: la carrozza bianca coi cavalli bianchi, come quella di Cenerentola, e gli araldi come quelli che accolgono Cenerentola al gran ballo, il Maschio Angioino - castello di Napoli per antonomasia - per le nozze e il castello per eccellenza dei ricevimenti per la festa. E tutto questo potrebbe avere ancora più senso se si pensa che lui è un neomelodico di successo e lei una Cenerentola di Secondigliano, vedova di Gaetano Marino, caduto sotto i colpi dei killer il 23 agosto del 2012 durante la guerra tra gli “scissionisti” e il “sistema”.

Al Castello del boss delle cerimonie, Tony è apparso in tutto e per tutto sinceramente votato a fare il cavalier servente della sua lei. Con molta scena di contorno, certo, come del resto accade in quasi tutte le tutte feste – di matrimonio e non - anche di quelli che non ne hanno ceduto l’esclusiva alla regina del talk show Barbara D’Urso. Lei, Tina, con i suoi dieci anni circa più di lui, sembrava stordita, frastornata, rigida per autocontrollo. A stento parlava. Riusciva solo a dire che non le importava di dover rimandare il viaggio di nozze per gli impegni di lui e che, “sì” , da lui desiderava un figlio. Di contorno una variegata umanità di circa 300 persone. Molti ricoperti di tatuaggi, e quasi tutti con vestiti eccessivi, capigliature inverosimili, accessori appariscenti per cui forse hanno speso i guadagni di un anno: parrucchieri, estetisti, stilisti, commercianti, cantanti locali di vario livello e aspirazioni. Però, di sicuro, per quanto riferito alla "napoletanità" sia un luogo comune anche questo, erano tutti - proprio tutti - gentili, affabili, disponibili, per nulla arroganti, boriosi o presuntuosi. Direi che il trash inteso come volgarità non è un concetto così netto come si vorrebbe far credere... a rifletterci è meno volgare la donna tatuata ricoperta di strass con orecchini a lampadario, ma empatica e gentile della lady blasonata e sofisticata, sprezzante e autoreferenziale.

Cerimonia nel Castello delle Cerimonie/VIDEO

L'intervista dopo il sì al Maschio Angioino/VIDEO

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