Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Caso Tiziana Cantone: lo scoop delle Iene che getta ombre sulle indagini

Roberta Rei ha svelato una serie di incongruenze sulle prove raccolte dal team americano. In dubbio anche l'identità del fondatore. Dura la risposta del Team

Una vera e propria bomba è stata lanciata dalle Iene sulle indagini sulla morte di Tiziana Cantone. Con un servizio di Roberta Rei, la trasmissione Mediaset ha gettato delle ombre importanti sull'Emme Team, il gruppo di investigatori che hanno fatto riaprire il caso grazie alle loro scoperte. La giornalista ha realizzato un'inchiesta, la cui prima parte è andata in onda ieri sera, nella quale ha svelato alcuni elementi inquietanti che rischiano di capovolgere tutto a pochi giorni dalla riesumazione del corpo della giovane. Il primo elemento messo in discussione dall'inchiesta è l'identità di M il fondatore dell'omonimo gruppo. Si tratta di un super-esperto che dice di vivere in Nevada e di essere italo-americano.

Nel corso del servizio, parla con la Iena collegato su Skype senza mai mostrarsi in volto. Da accertamenti svolti dal programma, tramite investigatori privati americani, con il nome con il quale si presenta non esiste nessuna persona in Nevada né esiste la strada sulla patente mostrata ai clienti. Dubbi sono stati mossi anche rispetto alla perizia informatica svolta dall'Emme Team secondo cui sono state riscontrate 19 anomalie sullo Iphone e l'iPad di Tiziana. Da esperti indipendenti contattati si è venuto a sapere che non era possibile manometterli confermando anche la versione della Apple secondo cui non è possibile accedere ai dati dei dispositivi senza conoscere la password degli utenti.

La Apple ha già in altre occasioni dichiarato di non poterlo fare nemmeno nel caso di terroristi islamici come spesso richiesto dalla Fbi. Una versione indicata dall'azienda di Cupertino alla procura di Napoli nord che si occupa dell'inchiesta ma che l'Emme Team aveva dichiarato essere in grado di smentire. La cosiddetta cronologia vuota, che secondo il team sarebbe stata svuotata, in realtà si riferiva ai preferiti commettendo un grossolano errore evidenziabile da ogni utente Apple. Il servizio ha poi gettato ombre anche sugli avvocati associati all'Emme Team che si sono occupati del caso di Tiziana Cantone. Inoltre anche l'ipotesi del ritrovamento del Dna di due uomini sul foulard trovato intorno al collo della vittima è stato messo in dubbio visti i metodi di conservazione del reperto. Al termine dello stesso è stato annunciato il prosieguo con l'intervista a diversi personaggi famosi come Roberta Bruzzone, l'avvocato Annamaria Bernardini de Pace, e infine Enzo Iacchetti che dicono di aver avuto a che fare con “M” e di essere stati truffati. In particolare i legali di Emme Team hanno dichiarato di aver querelato per diffamazione sia la Bruzzone che l'avvocato Bernardini de Pace. Il servizio resta un brutto colpo per l'inchiesta su cui la procura partenopea sarà sicuramente al lavoro per chiarire tutto.

La risposta di Emme Team 

Intanto, nelle ore successive al servizio, è arrivato il contrattacco di Emme Team che non intende vedere sminuito il proprio lavoro e ritiene che la scelta della procura di riesumare la salma sia frutto delle risultanze investigative da loro raccolte. “In risposta alle numero richieste di aggiornamento sul caso Tiziana Cantone, arrivate nel corso della serata di ieri, dopo il post della madre della vittima sul suo profilo Facebook, Emme Team conferma che il PM Dott. Corona, titolare del fascicolo, ha ritenuto le prove presentate da Maria Teresa Giglio ed Emme Team valide al punto da riaprire le indagini e chiedere la riesumazione del corpo della ragazza, trovata senza vita nella sua abitazione il 13 Settembre 2016. La notizia arriva dopo che Emme Team ha pubblicato parte dei fuori onda delle interviste realizzate da Roberta Rei dove é emerso che il servizio era stato costruito per diffamare il lavoro del team. Questo, insieme alla decisione della Procura di continuare le indagini, conferma la falsità espressa nei video, dove sostenevano che il caso sarebbe stato archivio. Il caso Tiziana Cantone prosegue alla ricerca della verità”.

Il team ha poi diffuso un secondo comunicato con il quale lancia accuse molto dure ai protagonisti del servizio che proseguirà nella prossima puntata delle Iene. In particolare, stando al loro comunicato, la persona indicata come il “deus ex machina” dell'Emme Team nel servizio in realtà non sarebbe altro che un cliente. Il team ha diffidato Mediaset dal mandare in onda il servizio e ha chiesto l'intervento dell'Ordine dei Giornalisti e del Garante per le Telecomunicazioni. Intanto i legali del gruppo fanno riferimento a un'indagine della procura di Roma da cui attendono riscontri. Si annuncia un'aspra battaglia legale tra le due parti contrapposte il cui contenzioso potrebbe peggiorare al momento della messa in onda del prossimo servizio.

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