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Cronaca Afragola

Afragola: i segnali di cedimento c'erano

Alcuni vogliono i responsabili, altri pensano che non sia necessario fare Sherlock Holmes, ma in realtà i segnali di cedimento del palazzo di Afragola c'erano

Magari sarebbero potuti restare insieme tutta la vita, vivendo un'esistenza rose e fiori. Ma per sfortuna non lo potranno sapere mai una coppia di giovani, Pasqualino e Katia, rimasti vittima del crollo del palazzo ad Afragola. L'8 maggio 2009, i due si erano sposati a San Giorgio con don Massimo Vellutino che li univa in matrimonio: "Erano cristiani - afferma il parroco - anche se non assidui in chiesa". A questo punto, però, poco importa delle frequentazioni o meno del luogo di culto. In parrocchia, invece, ospite fisso era Anna Cuccurullo, 75 anni, terza vittima del crollo.

Sul crollo avvenuto ad Afragola, iniziano a innalzarsi voci. Alcuni sospettano che la tragedia poteva essere evitata, altri ritengono che non sia giusto mettersi alla ricerca dei responsabili: in fondo è meglio concentrarsi sul dolore.

Dalle travi spezzate affiorano pezzi di risposte e dai vicini di casa arrivano testimonianze su segnali premonitori. "Era un edificio realizzato originariamente in tufo e ristrutturato negli anni '60 o '70 con pilastri con ferro liscio, che non si usano più da almeno 30 anni - dice il geometra Antonio Esposito, dell' Ufficio tecnico del Comune - ma nel tempo sui pilastri sono stati forse caricati solai raddoppiati". Scavando, gli operai trovano il terreno intriso di acqua ed il condotto fognario del cortile della palazzina lesionato. Forse sono state le scavatrici dei soccorritori, ma per i tecnici del Comune , il nubifragio di venerdì notte ha dato il colpo di grazia ad uno stabile vecchio e malandato, come l' 80% dell'edilizia del quartiere di San Giorgio, 15 mila residenti, centro storico di Afragola.

Lindo Rosa, che abita poco distante, racconta che da qualche giorno il cancello d' ingresso non si chiudeva più. "Un segnale - dicono i tecnici - probabilmente trascurato". E trascurati sono stati gli allarmi dei geologi che hanno censito le centinaia di cavità di Afragola, antico casale agricolo della "corona" intorno a Napoli, dove dal 1700 si scavava nella pietra di tufo e di pozzolana per trarne i materiali di costruzione. "Qui sotto non ci sono cavità - dice il geologo Antonio Boemio, che ha realizzato la banca dati - c' era solo un piccolo cantinato". Ma il presidente dei geologi campani, Antonio Russo, avverte che "il piano casa della Regione prevede un aumento di volumetrie, cioè nuovi carichi sulle strutture" e questo, per le grotte senza manutenzione , "significa nuovi rischi". Tra la gente di Afragola, 65 mila abitanti, dove il Comune ha indetto il lutto cittadino, non c'è più rabbia, dopo la tensione di ieri con le forze dell'ordine. "Colpe ? Non credo - dice il parroco - e non bisogna alimentare l'odio. C'è dolore, tanto, insieme alla solidarietà. La gente ha scavato a mani nude subito dopo il crollo".

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