Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Terremoti Campi Flegrei, l'Ingv: "La probabilità di eruzione attualmente è relativamente bassa"

"Tuttavia, il vulcano ha la sua inarrestabile naturale evoluzione e, prima o poi, tornerà a eruttare", chiariscono gli esperti. L'approfondimento sull'origine e le cause delle continue scosse sismiche di questi mesi

Da migliaia di anni la caldera dei Campi Flegrei è protagonista di una intensa attività vulcanica. La vitalità di quest’area irrequieta è manifestata anche dal rilascio di gas lungo delle sorte di camini che producono le fumarole, e dal bradisismo cioè il lento sollevamento o abbassamento del suolo (accompagnato anche da terremoti). Gli episodi più recenti di instabilità si sono manifestati con maggiore forza nelle fasce temporali 1969-72 e 1982-84, quando molti abitanti dell’area furono costretti ad abbandonare le proprie case. Dal 2005 a oggi è di nuovo in atto un lento sollevamento del suolo che a luglio ha raggiunto circa 111 centimetri nell’area del Rione Terra.

Nell'approfondimento di Mauro Di Vito, Francesca Bianco e Carlo Doglioni pubblicato su INGV si possono cogliere aspetti interessanti per comprendere le ragioni della particolare intensità dei fenomeni sismici che stanno colpendo in misura sempre più intensa i Campi Flegrei di recente In questi mesi il valore medio della velocità di sollevamento nell’area di massima deformazione è aumentato a circa 15±3 mm/mese. In particolare, nelle ultime settimane, come riportato nello stesso bollettino, si stanno verificando più frequentemente sciami sismici (l'ultimo poco prima dell'alba di oggi di magnitudo 3.4).

Figura 1 - Epicentri (in mappa) e ipocentri (nelle sezioni E-O sotto e N-S a destra) dei terremoti con magnitudo Md≥0.0 localizzati ai Campi Flegrei nella settimana 14 - 20 agosto 2023

La deformazione del suolo

L’area che si solleva è centrata sul Rione Terra (Pozzuoli, parte storica) o poco più a sud, e presenta una deformazione radiale, in rapida attenuazione verso la periferia della caldera, con una forma “a campana”. 

Figura 2 - Mappa degli spostamenti GNSS orizzontali (a) e verticali (b) registrati nell’area flegrea da gennaio 2016 a luglio 2023.

La causa del sollevamento

L'aumento di pressione del sistema geotermico sub-superficiale è ancora in corso e determina una forte risalita di fluidi maggiormente concentrati nell’area di Solfatara-Pisciarelli. "Gli ultimi sciami sismici dimostrano come il fenomeno non mostri cambiamenti sostanziali, seppure avvenga con pulsazioni che si ripetono nel tempo. La causa del sollevamento del suolo e quindi della sismicità può essere dovuta a una forte risalita di gas e una maggiore pressurizzazione del sistema idrotermale profondo: le rocce sono sottoposte a sforzo, si fratturano e generano terremoti. Un’altra possibilità è che si stiano iniettando nel sottosuolo delle piccole frazioni di magma alimentate dal sistema magmatico profondo, a circa 3-4 km di profondità. La sismicità è piuttosto concentrata nelle zone di massimo sollevamento e a una bassa profondità (fino a 3-4 km, raramente 5) per l’alta temperatura della crosta terrestre sotto i Campi Flegrei che fa sì che sotto quelle profondità le rocce si comportino solo in modo visco-plastico; i terremoti avvengono dunque prevalentemente nella stessa area e anche i loro meccanismi sono per lo più gli stessi. I dati attualmente disponibili indicano che l’origine del sollevamento sia riconducibile ad una risalita, probabilmente pulsante, di fluidi di origine magmatica. I fluidi si generano a profondità probabilmente superiori a 6-8 km, all’interno di una vasta e articolata camera magmatica profonda presente sotto i Campi Flegrei, ipotizzata da vari tipi di studi e indagini indirette. Da questo magma provengono le grosse quantità di gas che risalgono per gradienti di densità, e quindi di pressione, verso la superficie. In particolare, i gas interagiscono con le rocce superficiali e con il sistema idrotermale superficiale, presente nei primi 2-3 km di profondità. La sorgente di spinta, dedotta dalla modellazione della deformazione del suolo, sembra essere posta intorno a 4 km. La quantità di gas rilasciata è ragguardevole: solo nell’area di Solfatara-Pisciarelli determina la fuoriuscita di oltre 3000 tonnellate di CO2 al giorno, in buona parte derivante dal degassamento magmatico profondo e dall’interazione del magma con rocce carbonatiche", spiegano gli esperti nell'approfondimento dell'INGV:

La sorveglianza vulcanica ed il monitoraggio, effettuati in continuo dalla sezione dell’INGV-Osservatorio Vesuviano attraverso la sua fitta rete strumentale multiparametrica (Figura 3), mira proprio a definire tutti i possibili cambiamenti nel sistema superficiale e profondo per determinare possibili risalite magmatiche verso la superficie che potrebbero produrre un’eruzione vulcanica.

Figura 3 - Reti di monitoraggio dei Campi Flegrei dell’INGV Osservatorio Vesuviano.

Evoluzione della crisi bradisismica: cosa potrebbe accadere

Per gli esperti dell’INGV-OV studi, interpretazione dei dati e ogni variazione, sono sempre discusse e comunicate tempestivamente agli organi di Protezione Civile. "Attualmente la probabilità di una eruzione vulcanica è relativamente bassa, proprio perché non vi sono evidenze di risalita di magma verso la superficie. Inoltre, il volume crostale sollevato al momento è pari a dimensioni molto inferiori al km3: si pensi, come riferimento, che alcune eruzioni avvenute nel passato sono state precedute da sollevamenti del suolo rapidi e concentrati di qualche decina di metri. I dati sismici, geochimici, le deformazioni del suolo, le variazioni termiche superficiali e in pozzo, le variazioni gravimetriche non forniscono, allo stato attuale, indicazioni che il magma stia risalendo verso la superficie. Tuttavia, il vulcano ha la sua inarrestabile naturale evoluzione e, prima o poi, tornerà a eruttare", concludono gli esperti.

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