Cronaca

Ancora piccole vittime di una terra avvelenata: Marianna aveva solo 8 anni

Don Patriciello: "Proclamiamo lutto cittadino". "Tutti sappiamo perché si muore tanto di cancro e di leucemia in questa nostra terra. Occorre solo l'onestà e il coraggio di dire la verità"

Don Patriciello

"Marianna  è volata al cielo. Aveva solo 8 anni. Viveva a Carinaro. La leucemia l’ha stroncata dopo immane sofferenza. Siamo esausti. Delusi. Nauseati. Addolorati da un Paese che assiste allo sterminio delle nuove generazioni come se niente fosse". E' ancora il parroco 'anti-roghi' di Caivano, Don Maurizio Patriciello, che racconta dell'ennesima, assurda morte di una bambina che viveva nel cuore della Terra dei Fuochi e dei Veleni.

Troppi i tumori, le morti, i bambini che si ammalano. Troppi per far parte della pura e fredda statistica, la percezione qui è netta da tempo: è lo scempio ambientale che ci sta decimando. Roghi tossici, rifiuti pericolosi interrati anche sotto i campi coltivati, discariche abusive alle quali si aggiungono una parte di quelle legali finite nelle mani della magistratura per numerose irregolarità. Un disastro di proporzioni enormi che finalmente comincia ad avere un risalto anche nazionale mentre in queste ore si scava da Qualiano a Caivano alla ricerca del 'mostro': materiale altamente tossico rimasto sotto terra per oltre vent'anni, ad inquinare terra, acqua e prodotti coltivati.

"Non siamo scienziati - continua padre Maurizio -. Non sappiamo dare risposte. Siamo solo uomini che vivono sul territorio. E che vedono. Sentono. Conoscono situazioni e drammi. L’ecatombe  che si consuma nelle province di Napoli e Caserta è insopportabile. Indegna di un Paese democratico e civile. Una sfida  per la scienza. Una vergogna per la politica. Siamo un popolo abbandonato a se stesso. Questa è la pura verità. Chiedo ai campani sparsi per il mondo di alzare con me la loro voce. La stessa cosa chiedo ai cantanti, agli attori, agli intellettuali, ai giornalisti della  nostra terra. Scendiamo tutti in campo. Non lasciamo sole queste mamme a gemere sulle bare bianche dei loro figli. Non facciamoci complici di tanta infamia. Possibile che il nostro cuore si sia così indurito? Possibile che siamo diventati così egoisti? Così codardi? Mio  Dio, quanta ignavia! Quante defezioni. Quanta poco umanità. La verità la sappiamo tutti. Tutti sappiamo perché si muore tanto di cancro e di leucemia in questa nostra terra. Occorre solo l’onestà e il coraggio di dire la verità. Ammettere come stanno veramente le cose. Rimboccarsi le maniche per salvare il salvabile. Ricordo a chi ha inquinato, deturpato, permesso lo scempio delle nostre terre che “il pane macchiato di sangue innocente è pane che non sazia. È pane che ti soffoca. Pane avvelenato. Pane velenoso”. Meglio morir di fame che mangiarne un boccone solo.

Sarà proprio Don Maurizio a celebrare il funerale della piccola Marianna, venerdì 27 settembre alle ore 12 a Carinaro, come ha voluto dalla famiglia. "Non posso rispondere di no - spiega il parroco -. Solo Dio sa quanto mi costi. Le bare bianche mi fanno più male di una picconata in testa. Non lo avrei fatto per tutto l’oro del mondo. Ma occorre farsi forza. Per stare accanto a chi soffre di più. Per gridare al mondo lo scempio che ci uccide. Per ridare speranza a chi l’ha smarrita".

Il parroco di Caivano ha chiesto, inoltre, che per queste assurde morti sia dichiarato il lutto cittadino: "Per la piccola Marianna,  chiediamo che sia proclamato  il lutto  cittadino. Chiediamo che  vengano informati stampa e televisione. Lo scempio che stiamo  sopportando  nelle province  di  Napoli e  Caserta,  sta costando  la  vita soprattutto  ai  nostri bambini.  E' una  sofferenza  immane. Uno  scandalo enorme.  I piccoli  Marianna,  Riccardo, Tonia,  Mesia, Francesco,  Luciano, Dalia,  Antonio,  Alice, Alessia... Le  giovani  vite di  Filomena,  Luca, Francesca,  Agostino,  Vincenzo, Maurizio,  Giovanni,  Cinzia, Mariella...  ci  fanno arrossire  di  vergogna. Questi  cari  hanno pagato  un  prezzo altissimo  per  l'ingordigia,  l'avarizia,  la  stoltezza, l'ignavia  di uomini  che di  umano  hanno conservato  tanto  poco. La  bramosia di  ricchezza di  alcuni;  la sete di  potere di altri li hanno portati a sottoscrivere  un  patto  scellerato sulla  pelle  della povera  gente. Hanno inquinato, avvelenato,  ucciso la nostra terra e i nostri figli. Al  funerale  di Marianna  dovrebbero  partecipare tutti  i  sindaci dell' Agro Aversano.  Con la bandiera  e  la fascia  tricolore  a lutto. Marianna  è nostra. Ci  è stata rapinata. Questi bambini  ci appartengono.  Sono il  nostro  futuro. Occorre  un sussulto di   meridionale dignità. Il Governo  centrale  e quello  regionale  non  possono  continuare a fingere di ignorare  o  ridimensionare  questo  dramma.  Invito le persone semplici di buona  volontà di partecipare al funerale della piccola.  Per  quanto  mi  riguarda  non  posso  non  esserci".

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