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Rogo Tossico visto dall'Asse Mediano @NapoliToday

Rogo Tossico visto dall'Asse Mediano @NapoliToday

Terra dei Fuochi sotto i riflettori, ne parla anche Salvo Sottile a La7

Aumenta l'attenzione mediatica sul dramma ambientale della Campania, ma non basta. Le istituzioni continuano a disertare e i roghi non si fermano. Ennesima denuncia di colonne di fumo viste dall'Asse Mediano

Le 'mamme delle cartoline' ieri sera in collegamento da Caivano con la trasmissione in onda su La7 "Linea Gialla", condotta da Salvo Sottile. Sono le coraggiose donne che hanno messo in campo se stesse e il proprio dramma nella lotta contro l'avvelenamento della Campania, in particolare delle province di Napoli e Caserta. Mamme che si sono lasciate immortalare con in mano la foto dei propri figli morti di cancro, qui nella Terra dei Fuochi. Queste immagini sono diventate cartoline che a migliaia i cittadini stanno inviando al Papa e al Presidente della Repubblica per sensibilizzare le istituzioni sulla devastazione ambientale e l'emergenza sanitaria che ne consegue.

"Sono diventate “le mamme delle cartoline” - scrive questa mattina Don Maurizio Patriciello, parroco 'anti-roghi' di Caivano, presente al collegamento con la trasmissione televisiva -. Chiedo a tutti i miei amici di dire un immenso “grazie” a queste donne giovani e belle. Coraggiose e tristi. Addolorate e nobili. Hanno pagato un prezzo atroce per l’ingordigia e l’ignavia di tanta gente. I loro figli sono morti di cancro. Erano così piccoli! Oggi lottano perché la loro morte doni speranza e vita ai loro coetanei. Queste donne, i loro mariti, le schiere di volontari sono la speranza delle nostra bella Italia. Una ventata di aria fresca in mezzo a tanta corruzione. Un sorriso bello e trasparente tra facce segnate da smorfie e ghigni. Nessuna ironia. Nessuna offesa. Solo tanto sdegno. E la speranza di vedere risorgere la nostra terra. Di ridare dignità alla nostra gente martoriata".

Insomma, della Terra dei Fuochi e dei Veleni, dei roghi tossici, dei rifiuti pericolosi interrati per anni, delle discariche a cielo aperto, delle emergenze volute da un sistema criminale, ormai parlano tutti. L'attenzione mediatica è alta, non sono più solo i giornalisti di frontiera, i quotidiani locali, i gruppi di cittadinanza attiva o i preti in trincea a riportare e denunciare lo scempio quotidiano e il dramma delle troppe morti per tumore, eppure la percezione della cittadinanza è che 'si facciano ancora solo chiacchiere'. Peggio ancora, qualcuno tende ancora a minimizzare il problema. Ma qui l'emergenza è reale, una sorta di stato di calamità che però di naturale non ha niente: si tratta di un biocidio iniziato molti anni fa e consapevolmente. Un business fruttato persino più di quello della droga.

"Sappiamo tutti cosa succede, lo sanno tutti, ma quando che si deciderà di intervenire in maniera seria contro roghi e devastazioni?" E' la domanda naturale che si pongono i nostri lettori (e tutti i cittadini del territorio) mentre ci segnalano  e denunciano l'ennesimo rogo. In lontananza, mentre percorrono l'asse mediano, vedono la solita nube nera che taglia l'orizzonte di una fresca e nitida mattina di fine settembre. Non esiste più il piacere di guardare il cielo, di assistere alla bellezza di alba e tramonto, ma solo il terrore di quel veleno che si estende nell'aria per chilometri, come un mostro silente che insegue e dal quale non puoi scappare, prima o poi ti raggiungerà.

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