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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

"Perché nella Terra dei Fuochi malcontento verso Napolitano?": il Quirinale telefona a Don Patriciello

Il parroco di Caivano: "Le parole di Schiavone hanno gettato nell'angoscia tantissime persone. Perché chi di dovere non prende in mano la situazione e, davanti agli italiani, dice finalmente le cose come stanno?"

Arriva una telefona dal Quirinale a Don Maurizio Patriciello. Un collaboratore del Presidente della Repubblica chiede al parroco di Caivano, noto per le battaglie contro l'avvelenamento della "Terra dei Fuochi" al fianco dei comitati, perché i cittadini di questo territorio, intervistati, spesso dichiarino profonda sfiducia e malcontento verso Napolitano. L'ultima, in ordine cronologico, l'intervista alle madri che hanno perso i propri figli per tumore durante la trasmissione di LA7 "Inferno Atomico" (puntata speciale di Servizio Pubblico condotta da Sandro Ruotolo)

Non se lo spiegano. E questo la dice lunga sul contatto che le Istituzioni (in particolare le alte cariche, ma spesso è un problema relativo a tutti i livelli) hanno con le realtà territoriali. Su quanto sia sempre più lontano il rapporto con i cittadini.

E allora Don Maurizio prova a spiegare cosa sta accadendo: "Il 31 dicembre 2013 - racconta il parroco sulla sua pagina facebook - ho ricevuto una telefonata dal Quirinale. Un collaboratore del Presidente della Repubblica di cui non ricordo il nome, mi ha chiesto il motivo di tanto malcontento verso Napolitano dalle nostre parti. Ho avuto modo di dirgli che il nostro popolo è esasperato. Abbiamo parlato della trasmissione di domenica scorsa su La7 con due mamme coraggiose e nobili che hanno perduto i figli e la presenza di Carmine Schiavone. Gli ho detto che le parole di Schiavone hanno gettato nell’angoscia più profonda tantissime persone. Ho continuato dicendogli che è cosa gravissima per i cittadini ascoltare nomi, cognomi e soprannomi di persone che secondo lui sono camorristi e che occupano posti importantissimi nel cuore dello Stato. Io non dico che Schiavone sia la bocca della verità. Proprio per questo – se dice il falso, cioè - non capisco perché non venga immediatamente messo nella condizione di non colpire alla cieca. Non capisco come mai compare ancora in televisione. Non capisco perché chi di dovere non prende in mano la situazione e, davanti agli italiani, dica finalmente le cose come stanno".

"A maggior ragione - spiega ancora Don Maurizio -, se Schiavone sta dicendo il vero, la paura, la rabbia, lo sconforto di tanta gente sono più che giustificati. Ho detto al signore che mi telefonava che, secondo me, sarebbe stato importante per noi campani se nel discorso di fine anno, il Presidente avesse avuto parole anche per noi in riferimento al dramma che ci uccide. Ho potuto notare che ieri sera, Napolitano, in un passaggio ha fatto riferimento alla “ terra dei fuochi” e al disastro ambientale che stiamo sopportando. Un piccolo passaggio, per la verità, ma c’è stato. Vediamo che succede in questo anno che si apre davanti a noi. Da parte nostra non possiamo che continuare questa battaglia faticosissima e nobilissima. Tirare i remi in barca, oggi, sarebbe impossibile. L’amore per la nostra terra e la nostra gente ci costringe. Auguro a tutti un anno ricco di impegno e di vittorie. Aiutiamoci a vicenda a riprendere le forze. Sosteniamoci nel tenere accesa la fiammella della speranza".

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