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La discarica scoperta a giugno - Foto Cfs

La discarica scoperta a giugno - Foto Cfs

Terra dei Fuochi, 64 le discariche scovate: oltre 5 i milioni di metri cubi di rifiuti

Solo 11 le aree in cui si è già scavato quindi il numero dei ritrovamenti tossici è destinato a salire. Il generale Costa spiega a Today.it come il Corpo Forestale dello Stato sia riuscito a trovarle, come procedono le operazioni e cosa cambia con la nuova legge sugli ecoreati

Ad oggi, sono 64 le discariche tombate di rifiuti pericolosi e tossici individuate nella Terra dei Fuochi, la vasta aerea campana che si estende a Nord di Napoli e a Sud di Caserta e che comprende ufficialmente ben 90 Comuni, anche se nella realtà il numero è ancora più alto, per un totale di 3,5 milioni di abitanti. A dare questi numeri è il Corpo Forestale dello Stato. In 11 di queste discariche si è già scavato e sono stati 5 milioni e mezzo i metri cubi di spazzatura scovati. Ne rimangono quindi 53. Basta fare un rapido calcolo, basato su una media, per poter ipotizzare che quando il lavoro sarà portanto a termine si arriverà a quota 30 milioni di metri cubi di rifiuti. Una cifra impressionante come le altre che girano intorno al fenomeno del sotterramento di rifiuti pericolosi. A cominciare dalla profondità di queste discariche: "Abbiamo scavato fino a 24 metri di profondità", spiega il generale Sergio Costa che ha seguito i vari interventi sul territorio. "Immaginate un palazzo di sei piani e capovolgetelo, così avrete un'idea più chiara" continua il generale. E' chiaro quindi che "per realizzarle servono mezzi di scavo di un certo tipo. Mezzi come quelli che si utilizzano per le grandi opere", conclude Costa. Mezzi che non possono passare inosservati ma che in passato non stati segnalati dai cittadini in quanto pluriesposti: "C'era un' oggettiva difficoltà a denunciare poichè ci troviamo in un territorio che vede una forte presenza della criminalità organizzata". "Adesso la situazione è cambiata, le denunce sono aumentate del 100% e non sono più anonime ed è per questo che i criminali stanno spostando il loro business altrove, dove i riflettori non sono accesi. Per questo il ruolo dei cittadini delle altre regioni è fondamentale: devono tenere gli occhi aperti e segnalare quello che vedono; il loro contributo può essere fondamentale", racconta Costa a Today.it.

Perchè si parla di discariche tombate, come sono fatte e come sono state individuate. Queste particolari discariche si chiamano così perchè sono state pensate per non essere più riaperte, come le tombe insomma. Sono realizzate con una tecnica precisa, a strati e sigillate grazie all'utilizzo di materiale edile che ha il vantaggio anche di non far collassare la terra nel momento in cui un grande peso gli viene posto sopra. Però, non è tutto ora quel che luccica e infatti il materiale edile ha anche un grosso svantaggio per i criminali autori di questi luoghi: il magnetometro, strumento che misura il campo magnetico, rileva in loro presanza un'alterazione del dato geologico. Ed è partendo da questo dato che il Corpo forestale dello Stato è riuscito a scovare le discariche. A raccontarlo è il generale Costa che aggiunge "quando abbiamo scoperto questo abbiamo smesso di essere dipendenti totalmente dai collaboratori di giustizia". E' stato proprio uno di loro, Carmine Schiavone, ha dare le prime informazioni sul sotterramento di materiali tossici tra cui piombo, scorie nucleari e materiale acido, nel sottosuolo campano.

Che tipo di rifiuti ci sono in queste discariche. Si tratta di rifiuti industriali, probabilmente frutto di un'attività produttiva che ha evaso il fisco. Discariche-2-2Questo spiegherebbe perchè non vengono smaltiti correttamente. Sono rifiuti prodotti in loco ma anche provenienti da altre Regioni italiane e dall'estero. La domanda nasce quindi spontanea: come fanno a viaggiare senza essere scoperti? A tutto c'è risposta: "Il metodo viene spiegato benissimo nel film Gomorra - dichiara Costa - Tra i protagonisti c'è il personaggio interpretato da Servillo, un broker di rifiuti che recupera le copertura amministrative necessarie per affrontare il viaggio ad un prezzo inferiore rispetto alla cifra che servirebbe per smaltire regolarmente la spazzatura. I rifiuti viaggiono con autorizzazioni regolari che però riportano informazioni false e le forze dell'ordine hanno difficoltà a scovare la truffa perchè non hanno gli strumenti necessari per capir che il rifiuti che vedono è diverso da quello dichiarato".

Cosa accade dopo. Dopo aver verificato l'esistenza di una discarica tombata in un determinato luogo il Corpo Forestale dello Stato comunica ufficialmente, come prevede da legge, a Comune, Provincia e Regione quello che ha trovato. Spetta a questi enti infatti redigere un'ordinanza con la quale impongono al proprietario del terreno o a colui che è colpevole di aver realizzato la discarica di occuparsi prima della messa in sicurezza dell'area, poi della bonifica e infine del ripristino dei luoghi. Nell'attesa che si svolgano le indagini per capire di chi sono le responsabilità il Comune, tramite il suo ufficio tecnico, la Provincia o la Regione possono chiedere un prestito e procedere con gli interventi necessari per poi farsi rimborsare tutte le spese con l'aggiunta delle spese legali.

Prima e dopo l'introduzione degli ecoreati. Grazie all'introduzione della legge n.68 del 2015 nel codice penale oggi l'inquinamento ambientale, il disastro ambientale, il traffico e l'abbandono di materiale ad alta radiottività, l'impedimento del controllo e l'omessa bonifica sono diventati crimini, puniti con la reclusione fino a un massimo di 15 anni. Raddoppiano inoltre i tempi per la prescrizione. "Prima di questa legge - afferma il generale si applicava la legge speciale 152 del 2006 con la quale si rischiava praticamente solo un'ammenda. Non c'era rischio perchè quasi sempre scattava la prescizione ed è questo il motivo per cui le organizzazioni criminali hanno abbandonato la droga per 'investire' sul business dei rifiuti". "Ora le cose sono cambiate ma per vedere i risultati bisogna aspettare; gli ecoreati non sono retroattivi", conclude il generale Costa.

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