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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

“I monitoraggi sulla Terra dei fuochi esistono già, perché farne di nuovi?”

La denuncia è dell'europarlamentare Enzo Rivellini, secondo il quale già nel '94, nel 2000 e nel 2006 i suoli campani sono stati analizzati: “Ho il sospetto si voglia sfruttare l'emergenza”

Per l'europarlamentare Enzo Rivellini (Forza Italia) in passato già tre progetti di monitoraggio dell'alto della Campania sono stati finanziati, ma nessuno di questi si è rivelato utile ad appurare la verità sugli sversamenti tossici nella Terra dei fuochi. La denuncia di Rivellini è stata inviata attraverso diverse missive al procuratore capo di Napoli Colangelo, al procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania Cottone, nonché al presidente del Consiglio Letta, al presidente della giunta regionale della Campania Caldoro e ai ministri Orlando e De Girolamo.

Sin dal 1994 – scrive Rivellini – nell'ambito del progetto Terra, il ministero dell'Ambiente ha fotografato, ripetendo ciò nel 2000 e nel 2006, l'intero mezzogiorno d'Italia. Inoltre nel 2004 grazie al Pon Sicurezza, il ministero dell'Interno con una spesa di decine di milioni di euro ha dato all'Arma dei Carabinieri ed al Cnr il compito di radiografare col sistema 'Mivis' (un'analisi multi-spettrale che da un'altezza di 2500 metri dal suolo esegue una 'radiografia' che misura la temperatura del sottosuolo, evidenziandone le eventuali anomalie) tutta l'Italia del Sud”.

“Inoltre – prosegue l'europarlamentare – l'Arpac nel 2007/2008, dopo aver acquisito i dati dei sistemi di cui sopra, ha incaricato il Cnr di ispezionare con lo stesso sistema 'Mivis' i soli territori dei Regi Lagni da un'altezza di 1500 metri dal suolo per predisporre il 'Piano Amianto'. È evidente che da anni si conoscevano eventuali anomalie del sottosuolo per sversamenti irregolari e pertanto si potevano verificare le dichiarazioni dei pentiti di camorra e le relazioni delle varie Commissioni di Inchiesta procedendo alle bonifiche delle sole zone inquinate”.

Rivellini in pratica denuncia che “la mappatura delle zone a rischio inquinamento esiste già” e chiede “di conoscere perché queste indagini non vengono usate per mettere subito mano alle bonifiche”. “Mi potranno dire che le indagini non sono state efficaci – aggiunge – allora qualcuno dovrà pagare per questi soldi spesi inutilmente”. “Ho il sospetto – aggiunge l'europarlamentare – che come l'emergenza rifiuti sia servita per far arrivare centinaia di milioni in Campania, lo stesso si voglia fare con la Terra dei fuochi”. “So anche che la Regione sta per affidare alla capitaneria di porto l'incarico di un nuovo monitoraggio col sistema Mivis. Possibile che nessuno si accorga che sono già stati fatti?”.

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