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Cronaca

Il termovalorizzatore di Napoli est? Potrebbe nascere a Capua

L'ipotesi della delocalizzazione per evitare la sanzione Ue che prevede il pagamento di un massimo di 652mila euro al giorno. L'ipotesi si concretizzerà solo se arriverà l'ok dall'Europa. Ma c'è chi dice no

Il termovalorizzatore di Napoli est potrebbe nascere nel Casertano, precisamente a Capua. Lo spostamento servirebbe ad aggirare il no più volte ribadito dal sindaco Luigi de Magistris e della sua giunta alla localizzazione nell'area di San Giovanni. 

In una delle 613 osservazioni al piano regionale rifiuti avanzate da enti, associazioni e amministrazioni, il Comune di Napoli - si legge da Il Mattino - ha sottolineato una sproporzione nella distribuzione degli impianti. In provincia di Napoli infatti, oltre all'inceneritore di Acerra, ci sarebbero altri due termovalorizzatori, quello di Napoli est (che quindi potrebbe essere spostato altrove) e quello di Giugliano, destinato a bruciare i sei milioni di balle accumulate in Campania.

L'ipotesi, che potrebbe evitare le pesanti sanzioni dell'Ue - fino a un massimo di 652mila euro al giorno - si concretizzerà solo se arriverà l'ok dell'Europa alla quale il progetto sarà presentato. Caldoro e de Magistris a breve chiederanno di incontrare il commissario Janez Potocnik.

La scelta di Capua porterebbe alcunii vantaggi. Il termovalorizzatore, ad esempio, si verrebbe a trovare vicino agli svincoli autostradali e questo lo renderebbe facilmente raggiungibile dall'intera Regione e sarebbe anche vicino al polo aerospaziale, il Cira al quale sarebbe a quel punto facile cedere l'energia prodotta bruciando rifiuti. In questi giorni, quindi, sono al lavoro i tecnici di tutte le amministrazioni interessate per tentare di concretizzare il progetto.

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