Plasma iperimmune contro il Coronavirus, partono le donazioni al Cotugno

Si comincia con i medici colpiti dal Covid-19, poi sarà il turno dei cittadini di Ariano Irpino. "Le richieste di donazione sono tantissime, ogni giorno"

Ansa

"Un giorno importantissimo". Così definisce quello di oggi Maurizio di Mauro, direttore generale dell'azienda dei Colli, commentando l'apertura di uno spazio al Cotugno per reclutare i pazienti guariti dal Coronavirus per la donazione di plasma iperimmune.

"Abbiamo voluto suggellare la giornata - ha spiegato di Mauro - reclutando i medici che sono stati affetti da Covid, persone che hanno sostato nei nostri reparti e debellato questa terribile patologia".

(Maurizio Di Mauro spiega la sperimentazione della terapia al plasma iperimmune - video di Massimo Romano)

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La sperimentazione della cura attraverso il plasma partirà a brevissimo. "Nel giro di un paio di giorni, ottenuti i risultati del laboratorio - spiega ancora di Mauro - sarà possibile effettuare la donazione del plasma con anticorpi specifici per combattere il Covid. Questo protocollo sta dando buoni risultati dove è già iniziato, speriamo che sia un ulteriore contributo che il Cotugno può mettere a disposizione dei pazienti".

Verranno, dopo i medici, reclutati i cittadini di Ariano Irpino in provincia di Avellino, area particolarmente colpita dalla pandemia. "Effettueremo anche su di loro lo screening, creando le condizioni più favorevoli perché loro stessi possano diventare donatori e contribuire a fare in modo che tutti i Covid positivi possano usufruirne". 

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"Il plasmaferesi è inserito nel protocollo sperimentale nazionale chiamato 'Tsunami' e oggi parte anche a Napoli all'Ospedale Cotugno dove abbiamo dedicato spazi appositi per i donatori guariti dal Covid-19", sono state invece le parole di Roberto Parrella, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Malattie infettive ad indirizzo respiratorio. "Le richieste di donazione sono tantissime, ogni giorno, e questo è molto bello - ha concluso Parrella - Ognuno di noi riceve telefonate da persone che hanno superato la malattia in ospedale o che sono a casa e vogliono donare, chiaramente non tutti potranno. Dobbiamo identificare il paziente ideale, che non abbia determinate patologie concomitanti e che quindi possa donare i suoi anticorpi per la guarigione. Ogni ex positivo Covid-19 sarà valutato, un paziente in buone condizioni di salute non ha nessuna problematica nel donare".

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