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"L'uomo è morto? Allora l'ambulanza non serve più": la telefonata imbarazzante al 118

I fatti risalgono al 3 agosto nella stazione centrale, quando morì il 42enne di Pompei Mario D'Aiello. L'uomo attese soccorsi per 30 minuti, vomitando sangue. L'ultima telefonata è surreale

"Sentite, c’è un signore che sta vomitando sangue a Napoli Centrale, la stazione. Lo stanno facendo morire qui a terra. Io penso che già è morto anche…". "Ah, quindi non serve più l’ambulanza?", dice l'operatore. "No, come non serve più?", "Lei ha detto che è morto", "No, non lo sappiamo ancora. È a terra, ricoperto di sangue. Come non serve più?", "E lei ha detto che era deceduto, scusate", "E che sono un medico io?", "E allora perché dice cose non vere, mi faccia capire. Lei ha detto che è morto. Lei ha detto che è morto. Ha affermato che è morto", "No, io mica so se è morto", "Ah vabbe’, sta arrivando l’ambulanza. Arrivederci". Questa la telefonata choc (la quarta di quel terribile giorno), partita dal telefono di un passante nella stazione centrale. Era la quarta telefonata al 118 che chiedeva soccorsi per Mario D'Aiello, il 42enne di Pompei morto lo scorso 3 agosto nella stazione Centrale. La telefonata è stata resa pubblica dal Corriere del Mezzogiorno.


L'uomo era talassemico: l'emorragia è andata avanti per trenta minuti prima dell'arrivo dell'ambulanza. Secondo l'indagine dell'Asl Napoli 1, riporta il quotidiano, c'era un'ambulanza in zona che non è stata inviata. Gli operatori del 118 in servizio quella sera sono stati sospesi.

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