Cronaca

Tedesca va via da Napoli dopo 40 anni: "L'aggressività ha contagiato tutti"

"Ho paura di restare, c'è troppa insicurezza". Il racconto di Christina Bethe, insegnante di tedesco al Goethe Institut. Trieste prossima tappa: "Mi ricorda Napoli, ma è più vivibile"

Napoli, via Toledo

E' arrivata a Napoli nel 1971, a soli vent'anni. Una giovanissima donna partita da Monaco di Baviera che decide di trasferirsi all'ombra del Vesuvio perché di questa città si innamora a prima vista.

La storia di Christina Bethe, oggi insegnante di tedesco al Goethe Institut, la racconta Gerardo Ausiello su Il Mattino. Una donna che dopo 40 anni di amore con la nostra città decide di andare via, perché ormai ha paura di restare, si sente insicura, "l'aggressività ha contagiato tutti, esiste un disagio diffuso, le persone hanno troppa fretta". E' qualcosa di non dovuto solo alla crescente crisi economica che già di per sé esaspera gli animi e rende difficile la vita quotidiana. Si tratta di non riuscire più a ritrovare "quella straordinaria umanità di un tempo, la partecipazione, la condivisione che hanno reso questa terra irripetibile" spiega Christina al Mattino. Un tempo della partecipazione e della convivialità che le sembra andato e perso per sempre, quando per un dubbio espresso all'interno di un autobus su come cucinare una zuppa di cozze, tutti i passeggeri diedero vita ad un accorato dibattito per darle infine il suggerimento migliore.

Un dolore partire, tanto da lasciare qui il cuore, spiega ancora la ex signora bavarese, ormai napoletana a tutti gli effetti, ma è una sofferenza anche vedere "tanta bellezza sprecata". E poi usa una frase che si sente spesso, una di quelle che ferisce perché è profondamente vera: "in qualsiasi altro Paese i vostri monumenti, le chiese e i musei sarebbero diventati una miniera d’oro". Vero.

Adesso Christina è diretta a Trieste che, dice, le ricorda Napoli "ma più vivibile".

Intanto, scrive ancora Ausiello, da Verdi Ecologisti di Francesco Emilio Borrelli e da Gianni Simioli della Radiazza, parte una "gara di affetto dei napoletani" con l'intento di convincere la signora a restare in città. "Abbiamo deciso di farle riassaporare Napoli" spiegano, e "all'operazione" prendono parti anche i gestori di noti e storici locali partenopei. Così per Christina è pronta una colazione con caffè sospeso al Gambrinus, una pizza da Sorbillo, una giornata al Bagno Elena e così via... con altri abbracci di una popolazione che non vuole arrendersi al senso di insicurezza.

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