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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca

Taxi senza Pos, disavventura a Napoli: "Ennesima brutta figura davanti a due turisti"

Il racconto di un nostro lettore

Selvaggia Lucarelli, diversi influencer, adesso anche un nostro lettore. Prosegue con un episodio tutto partenopeo una delle polemiche italiane dell’estate, cioè l’eterna lotta tra i tassisti e i loro Pos “malfunzionanti”.

“Domenica sera ho assistito con altre tre persone, di cui due turisti stranieri miei amici, al concerto di Raiz all’ex ospedale militare – racconta a NapoliToday un suo lettore – poi è arrivato il momento di tornare a casa, a Bagnoli. Avevamo deciso di non prendere l’auto a causa del traffico, e sapete bene che i mezzi pubblici dopo le 22 sono una chimera”.

Decidono quindi di prendere un taxi. Il paradosso è che nei weekend lavorano meno tassisti nonostante la domanda sia più elevata che in settimana, così che “trovarne uno non è stato per niente facile”. “Al centralino ho fatto immediatamente una richiesta fondamentale per noi, ovvero ci inviassero un taxi la cui corsa fosse possibile pagare con carta. Non avevamo più contanti o quasi”. La risposta dell’addetto al centralino è perentoria: “Certo, il Pos è obbligatorio per tutti”.

“Il tassista finalmente arriva – prosegue il racconto il nostro lettore – e saliamo in macchina. Inizialmente ci propone di prendere la Tangenziale ‘per fare prima’, ma secondo Google la strada più veloce era corso Vittorio Emanuele, così imponiamo il nostro percorso”. Il viaggio, “tra qualche frenata brusca, e un serio rischio di incidente con un motorino a cui abbiamo tagliato la strada” finisce. “Qualche centinaio di metri d’anticipo sul luogo prefissato però, perché intanto il tassista aveva accettato un’altra corsa che stava rischiando di perdere”.

È il momento di pagare. “Ho preso la carta – prosegue il lettore – e subito è partito il pianto del nostro accompagnatore: ‘Eh, mi dispiace tanto, ma il Pos non funziona…’. A giudicare dalle lamentele in giro pare che i Pos dei taxi abbiano tutti problemi, avete notato? Subito gli ho spiegato che avevamo chiesto al centralino assolutamente un taxi col Pos, fin dall’inizio, e lui non ha potuto che dare la colpa proprio al centralino. Al quale, a suo dire, aveva spiegato in anticipo del ‘problema tecnico’”.

Il Pos è obbligatorio ma esiste l’eventualità – naturalmente – non funzioni, e quindi? Il tassista in un caso del genere avrebbe l’obbligo di comunicarlo al cliente non appena inizia la corsa. Questo però, nel caso di cui stiamo raccontando, non è avvenuto. La vicenda è finita con un pagamento (“dell’intera cifra, sia chiaro”) in contanti, riuscito mettendo insieme anche qualche moneta. "Ennesima evitabile brutta figura, davanti ai miei due amici stranieri, purtroppo per un'intera categoria", conclude il lettore.

La questione taxi al vaglio del governo e dell’Antitrust

Intanto le continue denunce di problematiche nei servizi taxi delle grandi città, in particolare Milano, Roma e Napoli, sono state attenzionate dal Governo. Palazzo Chigi fa sapere che ha in cantiere “una soluzione improntata all'efficienza e trasparenza nei confronti del cittadino, all'equità per i tassisti e al rispetto delle regole del mercato”.

Lo stesso Antitrust ha avviato un'attività di verifica nel settore per le problematiche segnalate anche a Napoli: tempi di attesa, mancato uso del tassametro, accettazione dei pagamenti elettronici e – appunto – corretta funzionalità dei Pos. L'Autorità ha formulato direttamente richieste di informazioni ai Comuni di Roma, Milano e Napoli e alle principali piattaforme locali per la prenotazione dei taxi. “In base alle informazioni raccolte – fa sapere l’Antitrust – valuterà eventuali iniziative a tutela del mercato e dei consumatori”.

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