Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Ucciso per un tatuaggio a Lavezzi: ergastolo per i killer

Confermati in Appello gli ergastoli ai danni di Arcangelo Abete e Raffaele Aprea per l'omicidio di Gianluca Cimminiello

Confermato l'ergastolo per mandante ed esecutore materiale dell'uccisione di Gianluca Cimminiello, giovane tatuatore “colpevole” di aver realizzato un tatuaggio all'ex calciatore del Napoli, Ezequiel Lavezzi. La quarta sezione della Corte d'Assise d'Appello del tribunale di Napoli ha confermato la condanna inflitta in primo grado ai danni di Arcangelo Abete e Raffaele Aprea. Secondo i magistrati, Abete, allora boss degli Scissionisti, diede l'ordine di morte eseguito da Aprea insieme a Russo, l'altro killer condannato in un altro procedimento. A dare la notizia della sentenza su Facebook è stata la sorella della vittima innocente, Susy che da anni si sta battendo per fare luce sulla vicenda che ha coinvolto il fratello.

L'omicidio

Una vicenda assurda che sconvolse l'opinione pubblica in tutta Italia. Gianluca venne ucciso il 2 febbraio 2010. Il commando arrivò sull'uscio del suo negozio a Casavatore e lo freddò con diversi corpi d'arma da fuoco. Il tatuatore aveva la “colpa” di aver postato una foto con Lavezzi nella quale mostrava il tatuaggio appena fatto al calciatore. Un gesto che venne visto come un affronto da parte degli Scissionisti che, invece, volevano imporre il loro tatuatore per accrescere il proprio consenso sociale in città e dimostrare di essere “amico” di una star del calcio. Bastò questo “affronto” per decretare la fine della giovane vita di un onesto lavoratore, amante della boxe e appassionato di arte.

De Magistris-Clemente: il commento

“La conferma dell'ergastolo da parte della Corte d’Assise di  Appello del mandante e del coautore dell’omicidio di Gianluca Cimminiello, vittima innocente di camorra, è un forte ed importante segnale di giustizia. Dopo 10 anni e mezzo dai fatti, alle sorelle di Gianluca, Susy e Palma, alla famiglia e alla città tutta, costituita parte civile nel processo per volontà dell’Amministrazione, viene restituito e confermato, grazie al lavoro della magistratura e delle forze di polizia, il senso di riscatto grazie al quale istituzioni, associazioni, scuole, cittadini, movimenti ed operatori economici sono sempre più impegnati in prima linea affinché non accada ad altri ciò che è accaduto alla famiglia Cimminiello ed affinché i sistemi di camorra e malavita non occupino spazi mortali per la vita del nostro territorio lavorando quotidianamente alla formazione delle giovani generazioni e a tutela della crescita e dello sviluppo della nostra amata città". E' la dichiarazione del Sindaco Luigi de Magistris e dell' Assessore Alessandra Clemente che si è recata al Palazzo di Giustizia per portare i saluti dell’Amministrazione alla famiglia Cimminiello.

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