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Tangenti: 63 indagati tra politici, dirigenti della Pa, professionisti e imprenditori

E' in corso una maxi operazione della guardia di finanza di Napoli con i Carabinieri di Caserta che sta coinvolgendo 63 persone tra politici, dirigenti, imprenditori e professionisti campani. Truffe, falsi, abusi di ufficio nell'ambito della gestione di appalti pubblici sono i reati ipotizzati

Sembrano una vera e propria replica alle dichiarazioni di Mastella rilasciate stamani in conferenza stampa le indiscrezioni di questo pomeriggio sull'ordinanza del Gip Anna Laura Alfano. Le persone assunte con contratti di collaborazione secondo sistemi clientelari dall'Arpac, riporta uno dei passaggi dell'ordinanza: "lucravano sulla persistente durata dell'emergenza rifiuti, conseguendo continue proroghe contrattuali e illeciti profitti".

Nel passaggio si cerca di fare luce su una vicenda che inizia nell'autunno del 2004 quando nell'ambito dell'attività di supporto al Commissariato straordinario, viene deliberato il conferimento di 30 incarichi a collaboratori esterni perché siano impiegati per il controllo degli impianti Cdr, nonché di tritovagliatura, compostaggio, siti di stoccaggio e discariche pubbliche e private.

"Proprio quando i raccomandati/imposti erano ormai già stati nominati ed avevano maturato una specifica esperienza di servizio, per cui era loro assicurato 'il posto', come richiesto dagli sponsor, solo allora Capobianco si preoccupava di osservare le leggi richiedendo ai suoi sottoposti di fornirgli non solo un elenco di ideonei ed il numero delle 'professionalita' ' da occupare, ma finalmente, come voleva il regolamento, un vero e proprio nominativo di professionalità che potevano gestire la continuità delle funzioni delegate dal Commissariato di governo per l'emeregenza rifiuti". Ma ormai "si trattava di un gioco a risultato obbligato: ovvio che i raccomandati/imposti fossero ormai in posizione di forza e che l'indicazione nominativa oramai non poteva nascondere nessuna insidia".

Aggiornato alle ore 17 del 22 ottobre

La presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, ha lasciato la sua villa di Ceppaloni. La sua destinazione è Roma.

Il divieto di dimora nei confronti di Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, riguarda non solo il territorio regionale ma anche le province limitrofe di Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza.

Queste le motivazioni della Procura di Napoli: per le assunzione del personale e gli appalti dell'Arpac, l'Agenzia regionale per l'Ambiente della Campania, l'effettivo organo decisionale: "non era, come per legge, il suo direttore generale ma piuttosto i vertici della struttura di partito (l'Udeur, ndr) cui quest'ultimo apparteneva e di cui lo stesso altro non era che il terminale".

Nel pc in uso alla segretaria del dg dell'ente c'era un file contenente centinaia di nominativi. "Al fianco di numerosi nomi - evidenziano il procuratore Lepore e l'aggiunto Greco - risultava quello di un esponente politico o della pubblica amministrazione, alcuni frequentissimi, altri meno, quasi tutti comunque per lo più riferibili a persone aderenti al sodalizio e al partito politico in questione".

A fronte di migliaia di domande di persone "non sponsorizzate e rimaste di fatto accantonate i segnalati beneficiati nel triennio erano una percentuale del 90%". Quello che viene contestato agli indagati, comunque, "non è la raccomandazione in se ma il fatto che, per far coincidere la vasta schiera dei segnalati con quelle dei beneficiari di consulenze, incarichi ed assunzioni venivano reiteratamente e sistematicamente violate le procedure amministrative, venivano ignorati i regolamenti interni e le leggi, venivano fraudolentemente posti in evidenza requisiti o circostanze di fatto inesistenti".

Insomma, la condotta illecita era esclusivamente finalizzata ad assecondare le richieste dei diversi referenti politici "con riferimento a centinaia di casi di incarichi illecitamente attribuiti e allo stato accertati". Stesso scenario anche per incarichi temporanei, precari e consulenze. Alla luce è venuto un sistema in cui perfino le richieste di comandi e trasferimenti erano annotate in un apposito file: anche in questo caso - rileva la Procura - vicino al nome del dipendente c'era "immancabilmente" lo sponsor politico amministrativo. Le indagini hanno ricevuto rilevante impulso dalle intercettazioni telefoniche. Emerge che diversi referenti dell'Udeur "quasi facevano a gara fra loro per riuscire a 'piazzare' i propri raccomandati nell'Arpac in modo da acquisire sempre maggiori benemerenze nel sodalizio".

Aggiornato alle ore 14.00 del 21 ottobre

Con il passare delle ore aumentano i dettagli della maxi operazione condotta dalla Guardia di finanza di Napoli e i Comandi Provinciali dei Carabinieri di Caserta. Alcune indiscrezioni parlano di appoggi da parte del Clan camorristici di Marcianise (Caserta) all'Udeur in occasione delle elezioni regionali del 2005.

Questi gli indagati per i quali è stato applicato il divieto di dimora nella Regione Campania: il presidente consiglio regionale, Sandra Lonardo; il capogruppo alla Regione Fernando Errico; Nicola Ferraro, consigliere regionale; Antonio Fantini, già presidente della Regione Campania e segretario regionale Udeur. Gli altri provvedimenti riguardano Valerio Azzi, imprenditore; Carlo Camilleri, ingegnere e consuocero di Clemente Mastella; Ruggero Cataldi, ex direttore amministrativo Asl Benevento 1; Giuseppe Ciotola, imprenditore; Bruno De Stefano, direttore generale dell'Asl di Benevento; Arnaldo Falato, dirigente dell'Asl Benevento 1; Carmelo Lomazzo, dirigente Arpac; Massimo Menegozzo, dirigente Arpac; Massimo Palmieri, imprenditore; Francesco Polizio, dirigente Arpac; Mario Scarinzi, ex direttore generale dell'Asl Benevento 1.

Il divieto di dimora nelle province di Benevento, Caserta e Napoli è stato disposto per Bartolomeo Piccolo, imprenditore, mentre il divieto di dimora nelle province di Benevento e Napoli per Giustino Tranfa, imprenditore, Antonio Zerrillo, ingegnere. La misura interdittiva del divieto di esercitare l'impresa e la professione è stata disposta per gli imprenditori Gaetano Criscione, Francesco Di Palma, Fabrizio Merolla, Claudio Rossi, Fabio Rossi e per il libero professionista Antonello Scocca. I reati ipotizzati vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere alla truffa ai danni dello Stato, turbativa d'asta, falso in atto pubblico continuato e concussione.

Aggiornato alle ore 13.00 del 21 ottobre

E' da un file del pc sequestrato nella sede dell'Arpac, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, che è scaturita l'indagine che ha portato all'emissione di 25 misure cautelari personali questa mattina. In esso c'erano i nomi delle assunzioni o delle consulenze segnalate in base a segnalazioni di uomini politici.

Hanno intanto lasciato la villa dei Mastella a Ceppaloni i cinque carabinieri, insieme a due militari in divisa, che questa mattina si erano recati nell'abitazione del presidente del Consiglio regionale della Campania Sandra Lonardo.

Gli attuali sviluppi dell'inchiesta su appalti e assunzioni, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, scaturiscono dall'unificazione di due indagini riguardanti presunti episodi di corruzione e concussione di esponenti dell'Udeur della Campania, tra i quali lo stesso leader del partito, Clemente Mastella, all'epoca ministro della Giustizia.

Oltre a Mastella e alla moglie, Alessandra Lonardo, secondo quanto si è appreso, sarebbe coinvolto anche il consuocero di Mastella, Carlo Camilleri, che è  segretario generale dell'Autorità di Bacino sinistra Sele, l'ex direttore dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Campagnia (Arpac), Luciano Capobianco, e il consigliere regionale dell'Udeur Campania, Nicola Ferraro.

Aggiornato alle ore 12 del 21 ottobre

Nell'inchiesta su appalti e assunzioni che ha portato oggi all'emissione di 25 misure cautelari personali risulta indagato anche il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, destinataria di un provvedimento di divieto di dimora.

Quattro carabinieri ed ufficiale dell'Arma sarebbero entrati nella abitazione della famiglia Mastella a Ceppaloni. Sandra Lonardo risulta destinataria di un provvedimento di divieto di dimora nella città di Napoli nell'ambito dell'inchiesta su assunzioni ed appalti, un filone d'indagine relativo alle attività dell'Arpac, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Aggiornato alle ore 10 e 30 del 21 ottobre

E' in corso in queste ore un'operazione congiunta dei Comandi Provinciali dei Carabinieri di Caserta e della Guardia di Finanza di Napoli che sta portando alla esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, di 18 divieti di dimora e di sei misure interdittive del divieto di esercitare l'impresa e la professione nei confronti di politici, dirigenti della pubblica amministrazione, professionisti ed imprenditori campani, a vario titolo coinvolti.

Il tutto per l'esistenza di un' associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe, falsi, abusi di ufficio, turbative d'asta e concussioni commessi nell'ambito della gestione di appalti pubblici, concorsi finalizzati all'assunzione di personale ed affidamento di incarichi professionali nella Pubblica Amministrazione.

Sono 63 gli indagati tra politici, dirigenti della Pubblica amministrazione, professionisti ed imprenditori campani coinvolti nell'operazione. Il filone dell'indagine, nella quale sono 25 le misure cautelari personali adottate, riguarda l'Arpac, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale.
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