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Auto blu

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Spending review in Campania: la regione taglia le auto blu

Il consiglio regionale approva un documento per la riduzione delle auto a disposizione dei politici che doveva essere del 30 per cento, e invece diventa praticamente totale con l'operazione "Campania zero"

Tempo di tagli e riduzioni di spesa per la Regione Campania, finalmente il consiglio regionale approva all'unanimità un documento proposto da  Pd, Pdl e gruppo «Caldoro presidente», che va in direzione dell'ormai nota 'spendig review': via le auto blu per i politici.

Le vetture a disposizioni di assessori, amministratori, manager e chi più ne ha più ne metta, dovevano essere ridotte solo del 30 per cento, invece con questo documento la Campania diventa 'zero', niente più auto a spese dei contribuenti. Restano in uso solo quella del Presidente della Regione Stefano Caldoro e quella del Presidente del Consiglio Paolo Romano. Cambio radicale di rotta per la Regione che fino allo scorso anno era seconda nella classifica italiana per il numero di auto blu con un parco di 230 vetture che ora andrà pian piano dismesso.

Come riferisce Gerardo Ausiello dalle pagine de Il Mattino, il documento decreta per i politici anche tagli per i rimborsi delle spese telefoniche oltre alle indennità di funzione per il mese di agosto, quando uffici e segreterie resteranno chiusi. Basta sprechi anche per le consulenze 'esterne', che dovranno ridursi a quelle indispensabili o essere solo a titolo gratuito.

Colpiti anche i consiglieri sospesi dall’attività perché destinatari di ordinanza di custodia cautelare, la cui indennità di carica si ridurrà di oltre la metà rispetto a quanto previsto dalla legge nazionale. Stretta anche sulle spese realative al fitto di immobili che ospitano uffici regionali i quali dovranno spostarsi in sedi di proprietà della Regione.

Il documento include anche restrizioni per le nomine: non sarà possibile affidare incarichi in enti o partecipate della Regione a “parenti in linea retta ascendente o discendente” di assessori in carica in carica.
Bocciata la proposta di Carlo Aveta (La Destra) che intendeva estendere l'incompatibilità fino al quarto grado di parentela. Incompatibili anche parlamentari italiani e europei, assessori e consiglieri provinciali e comunali, sindaci, presidenti di province, presidenti e assessori di comunità montane.


Come riferisce ancora Ausiello, per Stefano Caldoro "è un segnale di moralizzazione, di etica della politica. È utilissimo il lavoro fatto dal Consiglio, da tutti i gruppi. Con la legge si segue la linea del rigore e si fa capire all’opinione pubblica che sono state tolte in maniera equilibrata, giusta e senza demagogia, auto blu e consulenze, i privilegi della cosiddetta casta" mentre per Romano "sono stati messi in campo ulteriori tagli ai costi della politica. La legge segue la scia di quanto già disposto dall’ufficio di presidenza. Ora stiamo affrontando la questione dell’affitto relativo agli uffici nell’edificio F8, che ci consentirà di risparmiare circa un milione di euro l’anno".

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