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Sversavano rifiuti speciali in un terreno comunale “dimenticato”

Sversavano rifiuti speciali, tra cui acque nere provenienti dall'espurgo dei pozzi, in un'area di proprietà del Comune all'interno del Parco dei Camaldoli, sequestrata l'area

Nove imprenditori, attivi in svariati settori, hanno ricevuto un avviso di conclusione indagini dal pm di Napoli Vincenzo Ranieri: sversavano rifiuti speciali, tra cui acque nere provenienti dall'espurgo dei pozzi, in un'area di proprietà del Comune all'interno del Parco dei Camaldoli.

Dalle indagini, condotte dalla guardia forestale, è emerso che il titolare di un'azienda per la lavorazione dei marmi si era di fatto impadronito del terreno comunale; non solo vi sversava i rifiuti della sua azienda ma consentiva anche ad altri di scaricare abusivamente. L'uomo aveva inoltre realizzato un manufatto abusivo su suolo demaniale.

Nel corso delle indagini gli uomini della forestale hanno realizzato fotografie e filmati per documentare l'illecito smaltimento dei rifiuti. L'area, di circa 6 mila metri quadri, è stata sequestrata su disposizione del gip collegiale, come prevede il decreto Berlusconi sui rifiuti in Campania; sequestrati anche quattro automezzi.


Sono in corso approfondimenti per capire se sussistano responsabilità omissive da parte di funzionari comunali: l'area, infatti, ha spiegato in un incontro con i giornalisti il procuratore aggiunto Aldo De Chiara, era stata "dimenticata" per circa 30 anni.

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