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Fincantieri: operaio suicida senza stipendio da quattro mesi

Sposato e con figli, Vincenzo Di Maio non percepiva più il sussidio di disoccupazione e partecipava alle manifestazioni di protesta. Bonanni della Cisl: "Un fatto grave che ci addolora molto"

Sconcerto intorno alla morte di Vincenzo Di Maio, 32 anni, il lavoratore dell'indotto della Fincantieri di Castellammare di Stabia licenziato un anno fa e suicidatosi la scorsa notte. A dare la notizia era stato Giovanni Maresca, delegato Rsu Uilm della Fincantieri di Castellammare.

L'uomo, che lavorava per la società Dnr, era sposato con figli. Da quattro mesi non percepiva neanche più il sussidio di disoccupazione. Il suicidio in un garage, probabilmente, l'ultimo gesto di una disperazione evidente.

Per Ivan Santaniello, Rsu Failms Cisl, Vincenzo "era un bravissimo ragazzo, molto attento sul lavoro. Lavorava con grande passione, la sua unica preoccupazione era dare una sicurezza alla famiglia e ai figli". Una morte del lavoro, accusa dunque Santaniello. E nonostante non avesse più il lavoro, aggiunge il sindacalista, "Di Maio partecipava comunque alle manifestazioni di protesta perché sperava in un'altra commessa e così nel ritorno del lavoro".

Tra i primi commenti a giungere, anche quello di Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: "Un fatto grave che ci addolora molto, sono cose che non dovrebbero accadere, è la spia che il problema del lavoro è un dramma sociale che va affrontato con molta responsabilità così come stiamo facendo noi con gli accordi siglati. Tutti dovrebbero riflettere sul fatto che non esiste oggi strada migliore in difesa del lavoro di quella di rendere convenienti gli investimenti delle imprese".

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