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Suicidio sospetto in carcere, la famiglia: "Acquisite nuove foto. E' stato omicidio"

Diego Cinque è stato trovato impiccato nel bagno della sua cella, nel penitenziario di Poggioreale, il 16 ottobre 2018. Il fratello Cristian lotta per avere chiarezza: "Troppe prove incongruenti e nessuna spiegazione". Prossima udienza il 15 dicembre

 

Ci sarebbero nuove foto a sostegno della tesi che Diego Cinque non si sarebbe suicidato in carcere, bensì sarebbe stato ucciso. Ad annunciarlo è il fratello Cristian, che da due anni si batte per scoprire la verità su quanto accaduto. Il giovane, 29 anni, è stato trovato morto 16 ottobre 2018, impiccato nel bagno della sua cella, nel penitenziario di Poggioreale, dove era entrato per il reato di rapina. 

Pochi dubbi per il medico legale nominato dal carcere: suicidio. Eppure, quella tesi non ha mai convinto la famiglia del detenuto: per Diego non era la prima volta in cella e non aveva mai manifestato cedimenti, neanche nei giorni precedenti alla morte. "Abbiamo incaricato un nostro medico di parte - racconta Cristian - che ha riscontrato almeno tre prove incongruenti con l'ipotesi del suicidio. Innanzitutto le ecchimosi, che nel caso di impiccagione si formano sulle mani e sui piedi. Sul corpo di Diego, invece, erano lungo la schiena, come se fosse morto supino e, solo in un secondo momento, messo in posizione verticale. La seconda cosa che non torna sono i segni alla gola di mio fratello, a forma di X, come se fosse stato afferrato alle spalle e strangolato. Il terzo indizio nasce dal test fatto agli occhi, secondo il quale Diego sarebbe passato direttamente dal sonno alla morte. A questo, aggiungo un mio sospetto: come è possibile che un ragazzo di 100 chili sia riuscito a impiccarsi con un laccio di scarpe". 

Ma i dubbi non finiscono qui. Anzi, con le nuove immagini acquisite dal legale della famiglia, ancora non pubblicabili, le perplessità aumentano: "C'è un'immagine che ritrae Diego ancora legato alla finestra del bagno, ma i suoi piedi toccano a terra. Come se non bastasse, in caso di impiccagione, il soggetto spesso espelle le feci, invece mio fratello era pulito". 

Nonostante le due richieste di archiviazione, la famiglia si è sempre opposta. Il giudice per le indagini preliminari ha imposto un supplemento di indagine, ma il 15 dicembre prossimi ci sarà una nuova udienza. "Lo faccio per Diego - conclude Cristian - ma lo faccio anche per tutti quei ragazzi che scelgono una strada sbagliata ed è giusto che paghino il loro debito. Ma non devono pagarlo con la vita". 

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