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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Secondigliano

Secondigliano, detenuto si impicca: 64esimo caso del 2011

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: "La situazione penitenziaria è ogni giorno sempre di più triste e drammatica e la polizia è lasciata sola a fronteggiare le emergenze quotidiane"

Un altro suicidio in carcere. A morire, un detenuto straniero, con fine pena nel 2015, che si è impiccato nel carcere di Secondigliano. A renderlo noto è stato Donato Capece, segretario generale del Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha ricordato: "La situazione penitenziaria è ogni giorno sempre di più triste e drammatica e la Polizia penitenziaria è lasciata sola a fronteggiare tutte le emergenze quotidiane".

"L'unico appello che ormai ci sentiamo di fare è al Capo dello Stato, sempre sensibile alle criticità delle carceri: solo la sua autorevolezza può contrastare l'indifferenza della politica alle problematiche del sistema", ha concluso Capece.

Sul suicidio in cella è intervenuto anche Riccardo Arena che cura la trasmissione Radiocarcere in onda su Radio Radicale. "Si tratta del terzo suicidio nel giro di pochi giorni. Un suicidio che, dopo quello avvenuto nel carcere di Civitavecchia, fa salire a 64 il numero delle persone detenute che hanno rinunciato a vivere nel 2011, per un totale di 181 morti. Cifre che, oltre alle ingiuste sofferenze, certificano un'emergenza. Un'emergenza che deve essere affrontata con strumenti idonei prima che sia troppo tardi e prima che la situazione sfugga a qualsiasi controllo".

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