Alleanza di Secondigliano, suicida una vittima di usura: "Persone intollerabili"

Dalle carte dell'inchiesta sul cartello tra Contini, Mallardo e Licciardi emerge anche la tragica vicenda di un vetraio che si è tolto la vita perché vessato dagli strozzini

Si tolse la vita il 29 maggio del 2014. Vetraio, era incappato negli usurai dell'Alleanza di Secondigliano dai quali non riusciva più a liberarsi. È proprio la recente inchiesta sul cartello fra Contini, Licciardi e Mallardo a fare emergere la sua storia.

Si suicidò in un'abitazione di San Carlo all’Arena, in cui stava eseguendo dei lavori. Come lui, è emerso che anche un avvocato civilista – non era riuscito a portare a termine alcuni investimenti – si suicidò per le stesse ragioni.

L'inchiesta sull'Alleanza di Secondigliano

Una piaga, quella dello strozzinaggio del cartello camorristico, che il vetraio descrisse nell'ultimo biglietto lasciato alla moglie.

"Cara Anna, perdonami, ma non ce la faccio più – scrisse l'uomo – sono stanco, ma tanto stanco". Gli usurai con cui stava avendo a che fare erano "persone intollerabili". " Ci sono delle situazioni che non sopporto più. Sono e mi sento in pericolo pressato da alcune storie – andò avanti – Spero che dopo di questo non ti daranno più fastidio, almeno con questo gesto spero di sanare alcune cose. Non stai conducendo una buona vita, anzi peggio di così non si può. Può darsi che questo serva a cambiare alcune cose, so che soffrirai, ma ti ripeto sto male, non riesco più a ragionare, trascuro persino il lavoro. Anna, per unico conforto che ti posso dare in questo momento è dirti che ti ho amata sempre e sempre ti amerò. Perdonami". Il suo debito era di poche centinaia di euro.

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Gli indagati per usura

Quattro le persone indagate per usura. Le vittime degli strozzini venivano insultate, pedinate, minacciate, picchiate. Dall'inchiesta emerge che un imprenditore venne anche costretto a dare loro un suo appartamento nel periodo di Natale.

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