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Emergenza carceri: in Campania nove suicidi in quattro mesi

Il garante regionale dei detenuti pubblica il rapporto 2020: "Nei nostri istituti mancano spazio, servizi igienici e personale. Condizioni non dignitose"

 

Non saranno archiviate come vittime del Covid-19, eppure è difficile non collegare all'emergenza sanitaria i nove morti in carcere registrati in Campania dal 27 marzo 2020 a oggi. Il rapporto carceri 2020 presentato dal garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello parla chiaro. Se nel 2019 si era registrato una riduzione dei suicidi (da 10 a 6), da quando è scoppiata la pandemia l'equilibrio di molti detenuti ha avuto un pericoloso scossone. Non solo per la paura del contagio, ma anche per il divieto temporaneo delle visite dei parenti. Un provvedimento che ha lasciato i carcerati nel loro stato di isolamento. 

Ma è l'intero quadro dell'universo penitenziario campano a destare preoccupazione. Secondo il documento redatto da Ciambriello, il numero dei reclusi supera del 17 per cento quello che lo stato delle strutture consentirebbe. Il sovraffollamento delle celle è un tema di grande attualità: "Ci sono casi lampanti - spiega il garante - come la cella 55 de padiglione Roma di Poggioreale, dove anche con questo caldo ci sono 14 detenuti con un solo finestrino a disposizione". 

Contando tutti gli istituti di reclusione in Campania, circa 22 per cento non ha le docce in cella, mentre la percentuale si allarga al 37 per cento se parliamo di servizi igienici essenziali. "Ho fatto una battaglia per consegnare i frigoriferi in alcune carceri, ma in alcune mancano addiritture le prese della corrente". 

A tutto ciò si aggiunge l'inadeguatezza numerica del personale. Il rapporto tra agente e detenuti è di 1 a 2, ma se si prende in considerazione l'area educativa, il conto è di una persone per ogni 100 reclusi. Percentuali realizzare con i numeri assoluti, non tenendo in considerazione turnazioni, malattie e ferie.  

Una buona notizia arriva dai contagi: "Abbiamo affrontato bene l'emergenza - afferma Ciambriello - Abbiamo registrato solo 4 contagi tra popolazione carceraria, agenti e personale medico". Proprio la paura per la diffusione dei contagi ha fatto scoppiare, a marzo, diverse rivolte. "In tutta Italia contiamo 14 morti tra i reclusi - attacca il garante - Strano che per tutti loro la causa della morte sia overdose di metadone. Serve un'attenzione diversa su ciò che avviene in galera". 

Un'altra emergenza è la facilità con cui, soprattutto a Poggioreale, entrano cellulari e droga. I primi servono anche a i boss a controllare le operazioni dei clan dalla cella. "Bisogna chiedersi come è possibile che droga e telefonini arrivino all'interno. Dopo le nostre denunce, 57 agenti di polizia penitenziaria sono stati raggiunti da un avviso di garanzia". 

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