"Bambinata": bufera sulle parole del Sindaco di Pimonte sulla vicenda dello stupro di gruppo

Grandi polemiche sul commento del primo cittadino Michele Palummo ai microfoni de La7 sull'episodio della quindicenne costretta a lasciare l'Italia. Netta la presa di posizione della parlamentare Costantino e dell'associazione Frida Khalo

E' bufera sulle parole del sindaco di Pimonte, Michele Palummo, che ai microfoni della trasmissione de La7 "L'aria che tira", ha commentato l'episodio avvenuto nella cittadina alle porte di Napoli, in seguito al quale una ragazzina di 15 anni, vittima di uno stupro di gruppo da un branco di 11 coetanei, ha deciso di lasciare l'Italia per trasferirsi in Germania.

"Come lo vogliamo definire, una 'bambinata'?", dice il sindaco Palummo parlando della vicenda con il giornalista de "La7" Roberto D'Antonio. "Bambinata, uno stupro di gruppo?", chiede D'Antonio al primo cittadino di Pimonte. "E' successo purtroppo, è un fatto isolato. Sono tutti minori, dai minori cosa ci si può aspettare? E' successo, oramai è passato", ha ribattutto Palummo.

Immediata la reazione della parlamentare di Sinistra Italiana, Celeste Costantino, e dell'associazione Frida Khalo Pari Opportunità, che in una nota hanno voluto stigmatizzato le parole del sindaco di Pimonte: "Sono inquietanti le parole del sindaco di Pimonte, Michele Palummo, che nella puntata de L’aria che tira del 3 luglio ha liquidato lo stupro di gruppo su una ragazzina di 15 anni da parte di 12 suoi coetanei come una “bambinata che ormai è passata”. La vittima, con la sua famiglia, in seguito alla condanna ai domiciliari del branco, è tornata a vivere in Germania. Dalla condanna in poi la comunità, anzicché stringersi intorno a lei, l’ha stigmatizzata ed esclusa socialmente per un danno che lei ha subito e non perpetrato, come ha avuto modo di constatare il garante per l’infanzia e l’adolescenza della Campania, Cesare Romano. E’ sempre così: laddove una donna, in questo caso una bambina, denuncia una violenza sessuale, è lei a pagarne le conseguenze non solo per lo stupro subito, ma per l’additamento collettivo, come se fosse andata a cercarsela. E’ già successo ad Anna Maria Scarfò a Taurianova e a una tredicenne a Melito Porto Salvo in Calabria o durante il processo per stupro ai danni di una quindicenne a Montalto di Castro nel viterbese. Fin quando le istituzioni, come nel caso del sindaco di Pimonte, liquideranno la violenza sulle donne come una ragazzata, e gli adolescenti del nostro paese non affronteranno un percorso di educazione sentimentale condiviso tra famiglia e scuola, non possiamo che aspettarci che la storia si ripeta".

Il Sindaco Palummo, poi, si è successivamente scusato per il termine 'bambinata' utilizzato nel corso dell'intervista: "Intendo – scrive il primo cittadino di Pimonte in una nota affidata a Repubblica - prima di ogni altra cosa, porgere le mie più sentite scuse alla nostra giovane concittadina, alla sua famiglia e all’intera cittadinanza per aver utilizzato, durante l’intervista a La 7, un’espressione infelice, assolutamente impropria e che non era affatto riferita a quanto le è purtroppo capitato. E’ un’espressione che non rispecchia affatto il mio pensiero, in quanto condanno, per principio, ogni forma di violenza e di sopruso, tanto più se perpetrata contro una giovane donna; ho condannato l’episodio quando è successo lo scorso anno e continuo a ritenerlo oggi un fatto quanto mai grave".
 
"Ho 73 anni, sono padre e nonno di tre nipoti, ma soprattutto sono stato insegnante per ben 40 anni e la mia vita sono una chiara ed evidente testimonianza dei valori in cui credo e per i quali ho vissuto e continuo a vivere. Intendo, inoltre, ribadire che Pimonte è un paese pulito, sano, fatto di persone perbene, di onesti lavoratori. La violenza capitata - conclude il Sindaco - che condanno senza mezzi termini, rappresenta un caso isolato, sicuramente una pagina buia della nostra storia. Ma non abbiamo intenzione di arrenderci, lavoreremo instancabilmente per migliorare il tessuto sociale della nostra comunità e per evitare che episodi del genere si ripetano in futuro".

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