Stupro in Circumvesuviana: la lettera straziante della vittima

“Non accetto il mio corpo sporco”. La 24enne si sfoga dopo due settimane chiusa in casa

Una lettera scritta nello studio del suo legale, Maurizio Capozzo, l'unico che in queste ore sembra essere dalla sua parte. Dopo due settimane chiusa in casa, ha deciso di raggiungere lo studio del suo legale e sfogarsi pubblicamente. La 24enne che ha denunciato di aver subito una violenza nella stazione della Circumvesuviana ha reso nota una lettera con la quale descrive il suo stato d'animo a seguito delle scarcerazioni di due dei tre indagati.

Le parole della 24enne 

"Bastano pochi minuti e ritorno col pensiero. Erano attimi di incapacità a reagire di fronte la brutalità e la supremazia di tre corpi. Erano attimi in cui la mente sembrava come incapace di comprendere, di totale perdizione dell'essere. E dopo che il corpo era diventato scarto e oggetto, ho provato una sorta di distacco da esso. Il mio corpo, sede della mia anima, così sporco. Mi sembrava di essere avvolta dalla nebbia mentre mi trascinavo su quella panchina dopo quelli che saranno stati 7 o 8 minuti. Mi sono seduta e non l'ho avvertito più. Ho cominciato ad odiarlo e poi a provare una profonda compassione per il mio essere.

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Compassione che ancora oggi mi accompagna, unita ad una sensazione di rabbia impotente, unita al rammarico, allo sdegno, allo sporco, al rifiuto e poi all'accettazione di un corpo che fatico a riconoscere perché calpestato nella sua purezza. Il futuro diviene una sorta di clessidra. Consumato il corpo e la mente dal tempo odierno ricerca una vita semplice. Mi piacerebbe essere a capo di un'associazione che si occupa della prevenzione, della tutela e della salvaguardia delle donne, ragazze, bambine a rischio, perché donare se stessi e il proprio vissuto per gli altri è l'unico modo per accettarlo".

Le parole di Di Maio sulla seconda scarcerazione 

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