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In ampolla simile a quella di San Gennaro c'è sangue umano

Si presenta oggi uno studio sul miracolo di San Gennaro grazie al ritrovamento di una seconda ampolla, simile a quella del prodigio, che contiene sangue umano. La ricerca è stata effettuato da Giuseppe Geraci, un biologo molecolare

Si infittisce l'enigma sul miracolo di San Gennaro: in una seconda ampolla, simile a quella del prodigio, è stata trovata una sostanza che è passata dallo stato solido a quello liquido, e che si è rivelata essere sangue.

Lo studio, che sarà presentato oggi pomeriggio, è stato effettuato da un biologo molecolare dell'università Federico II, Giuseppe Geraci.

L'ampolla bis è stata ritrovata una decina d'anni fa nell'eremo dei Camaldoli, e i superiori dell'istituto l'hanno affidata ai responsabili della Cappella del Tesoro di San Gennaro: questi ultimi hanno voluto offrirla a Geraci, che da tempo è interessato alla questione San Gennaro.

Poiché non è possibile analizzare il reperto originale, perché l'ampolla e il suo contenuto potrebbero essere irrimediabilmente danneggiati, il biologo ha aperto la seconda ampolla e il liquido rossastro contenuto all'interno si è solidificato a contatto con l'aria, ed è poi ridiventato liquido sottraendo calcio e scuotendo il campione.

Successive analisi hanno confermato che si trattava di sangue umano. Si tratta comunque di manifestazioni diverse da quelle del miracolo "originale": il prodigio della liquefazione del sangue del patrono infatti non si verifica a contatto con l'aria, ed a volte giorni e giorni di scuotimento delle ampolle non sono bastati a provocare la liquefazione.


Il lavoro di Geraci è stato comunque commentato con interesse, secondo quanto riporta Il Mattino, da un portavoce della Curia partenopea.

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