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Jorit costretto a rimuovere uno striscione al Centro Direzionale, è polemica

 

Jorit aveva esposto uno striscione al centro direzionale riportante la scritta “Viva lo sport, giustizia sociale”, ma un agente di polizia penitenziaria gli si è avvicinato perché lo rimuovesse. Sul tema si sono espressi anche il consigliere regionale Francesco Borrelli e lo speaker della Radiazza Gianni Simioli: “Brutto episodio che ricorda i sequestri degli striscioni di dissenso ai comizi di Salvini. È un periodo cupo per la libertà di espressione”.

“Restiamo basiti dinanzi all’episodio raccontato dallo street artist Jorit in un video - spiegano i due - di un agente di polizia penitenziaria che si è avvicinato all’artista, al lavoro al Centro Direzionale per realizzare un murale per le Universiadi che rappresenta i campioni dello sport campani, intimandogli di rimuovere uno striscione recitante “viva lo sport, giustizia sociale-Universiadi Napoli”".

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striscione jorit-2

"L’agente avrebbe affermato che il messaggio “istigasse”, specificando di essere stato inviato sul posto da un superiore. Si tratta di un episodio inquietante che è sintomatico di un periodo cupo per la libertà di espressione. L’intimazione dell’agente ricorda molto i sequestri degli striscioni di dissenso ai comizi del ministro dell’Interno Salvini – proseguono Borrelli e Simioli –  Riteniamo che il messaggio dello striscione di Jorit non fosse assolutamente violento o contrario alle regole del vivere civile. Ci chiediamo dunque come sia possibile che un dirigente della polizia penitenziaria distolga un agente dalle sue mansioni, inviandolo a intimare la rimozione di uno striscione assolutamente pacifico che nulla a che vedere con la vita carceraria. Ci auguriamo che ci sia una spiegazione diversa e ragionevole a questo triste episodio altrimenti dovremmo davvero preoccuparci”.

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