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Napoli, la scomparsa delle strisce bianche. La sosta è solo a pagamento

In tutta la città, sono 25mila gli stalli a pagamento. Il parcheggio gratuito non esiste più nei quartieri del centro, nella zona industriale, al Vomero e a Fuorigrotta. La commissione Trasporti: "Il Comune non rispetta codice della strada". L'assessore Panini: "Siamo in regola"

 

Cercasi disperatamente strisce bianche nel centro di Napoli. La sosta gratuita è sempre più un miraggio nel capoluogo partenopeo. La città è stata invasa dalle strisce blu, che vuol dire obbligo di pagare un costo orario che varia da 1 a 2,50 euro. Stazione centrale, centro storico, Chiaia, Vomero, Fuorigrotta, Centro direzionale sono quartieri dove parcheggiare gratis non è più possibile. L'ultima zona 'colpita' dalla sosta a pagamento è l'Arenaccia: negli ultimi 12 mesi le strisce blu sono comparse sia nelle strade principali che in quelle secondarie. 

In tutto il territorio cittadino, gli stalli sono 25mila, di cui 5mila a disposizione dei residenti delle varie zone dietro il pagamento di un balzello annuale che ammonta a circa 150 euro. "C'è un doppio problema che non viene affrontato - afferma Nino Simeone, presidente della Commissione Trasporti del Comune - Da un lato, sono penalizzate tutte le persone che si muovo in automobile da un quartiere all'alto della città e che non hanno alcuna possibilità di trovare un posto di parcheggio gratuito nemmeno per una sosta breve. Spesso questi cittadini sono costretti ad affidarsi a parcheggi privati che chiedono cifre esorbitanti. Il secondo tema è che in molti quartieri le strisce bluriservate ai residenti sono poche o assenti".

Eppure, il Codice della strada sembra dire qualcosa di diverso. All’articolo 7, comma 8, si legge che il Comune "...deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta". Tradotto in parole povere: gratis. "Il Comune di Napoli non rispetta il Codice ed è una cosa che la Commissione ha fatto presente diverse volte - aggiunge Simeone - la Giunta dovrebbe preoccuparsi di istituire zone di parcheggio gratuito o a bassissimo costo, anche in considerazione del fatto che il trasporto pubblico è disastroso".

Secca la replica del vicesindaco di Napoli Enrico Panini, tra le cui deleghe c'è anche quella ai parcheggi: "Siamo assolutamente in regola, perché il codice asserisce che in zone definite 'A' devono essere previsti solo parcheggi a pagamento. Mentre nelle zona 'B' deve esserci un'alternanza di strisce blu e bianche". Effettivamente, c'è un passaggio del Codice, sempre all'articolo 7, che recita: "...l'obbligo delle strisce bianche non sussiste per le zone definite a norma dell'art. 3 'area pedonale' e 'zona a traffico limitato', nonché per quelle definite 'A'".

Il riferimento è, in particolare al centro storico. Ma allora perché il parcheggio gratuito è sparito anche da altre zone, come Vomero o stazione centrale. La risposta è in una relazione dell’ufficio tecnico, che spiega come “...l’Amministrazione Comunale con Delibere di Giunta ha individuato aree quali zone di particolare rilevanza urbanistica”. Panini ribadisce: "Siamo perfettamente all'interno dei paletti della legge". Come dire che la norma per il parcheggio gratuito c’è, ma è lo stesso Codice a fornire una scappatoia alle amministrazioni comunali.

Capita, però, anche a Napoli, che quando gli automobilisti fanno ricorso i giudici possano dare loro ragione e smentire gli Enti locali, Eppure, ci sono giudici che in caso di controversia danno ragione agli automobilisti, come spiega l’avvocato tributarista Marco Ferone, consulente aziendale, che ha creato la pagina Facebook 'Ricorso Facile' per dare assistenza gratuita ai cittadini: "Abbiamo fatto diversi ricorsi contro multe per mancato titolo di parcheggio nel centro di Napoli. Ci sono pronunce, sia della Sezione Unita della Cassazione che del Giudice di pace di Napoli, che danno ragione ai cittadini: il Comune deve garantire anche la sosta gratuita. E' vero, il Codice garantisce una scappatoia, ma dovrebbe essere l'eccezione e non la regola come invece è per l'Amministrazione partenopea". 

La crescita del numero di strisce blu è, per il Comune, un ottimo affare. Secondo i dati dell'Ente, nel 2018 le multe per mancato titolo di parcheggio sono state 259.036; nel 2019, sono diventate 287.170; nel 2020, il dato al 30 luglio è di 119.000, solo apparentemente in ribasso perché bisogna considerare che, da marzo a maggio, causa emergenza Covid, il pagamento del parcheggio è stato sospeso. Per essere più chiari, nel 2018, ogni mese gli ausiliari hanno staccato 21.500 contravvenzioni al mese; mentre, nel 2020, il numero ammonta a 29.750 al mese: un aumento superiore al 37 per cento.

Una multa di questo tipo ammonta a 26 euro, che diventano 18 se pagata entro 5 giorni. Volendo immaginare che tutti i multati abbiamo pagato il prezzo più basso, solo per il 2019, Palazzo San Giacomo ha incassato oltre 5 milioni di euro: "Questi soldi - spiega Simeone - come quelli di tutte le contravvenzioni, dovrebbero essere destinati alla manutenzione stradale. Invece, non solo non vengono spesi per questo, ma non riusciamo a comprendere nemmeno dove finiscano".  La risposta arriva dall'assessore Panini: "I proventi delle multe non sono vincolati e finiscono nel bilancio complessivo. Poi, se il Consiglio vuole, potrebbe prossimamente proporre che vengano destinati  scopi specifici". 

Ma secondo il Codice della strada, i soldi delle multe non dovrebbero finire 'liberi' nel bilancio complessivo, come invece afferma Panini. Al comma 2 dell’articolo 208 è specificato che "almeno il 50 per cento dei proventi di tutte le multe è vincolato a determinati usi": manutenzione stradale, miglioramento dei controlli, aumento della sicurezza. E vista la condizione delle strade di Napoli sarebbe un obbligo non solo di legge, ma anche morale.

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