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Strage di Secondigliano, l'accusa: Murolo era capace di intendere e di volere

Il 4 aprile dinnanzi al Gip si terrà l'udienza preliminare a carico dell'infermiere che uccise cinque persone con un fucile a pompa

E' passato quasi un anno dalla strage di Secondigliano, provocata da uomo che imbracciò il suo fucile a pompa uccidendo cinque persone, tra le quali suo fratello e la moglie.

Il 4 aprile dinnanzi al Gip si terrà l'udienza preliminare a carico di Giulio Murolo. In questi mesi diversi specialisti hanno visitato il detenuto e hanno dichiarato che l'uomo al momento della strage era lucido ed in grado di sostenere un processo, come scritto dal Mattino.

Di diverso avviso però è la difesa, però che sostiene che il 49enne infermiere non era capace di intendere e di volere, al momento degli spari e attualmente sarebbe anche depresso e in preda ad istinti autolesionistici e dunque non in grado di essere processato.

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