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Strage di Latina, "Antonietta non ha mai perdonato Capasso"

A Chi l'ha visto va in onda un lungo speciale sulla strage di Cisterna di Latina. La moglie del carabiniere, unica superstite, non avrebbe mai perdonato il marito. Ed emergono dubbi sul mancato intervento del nucleo speciale

Terribili e cruenti dettagli sono emersi questa sera durante la puntata di Chi l'ha visto sulla strage di Latina, in cui il carabiniere Capasso ha sparato tre colpi alla moglie, ha ucciso le due figlie e si è infine ammazzato. La conduttrice Federica Sciarelli ha dedicato gran parte della puntata ai luttuosi eventi di fine febbraio. A quanto pare, le due bambine erano sveglie quando il padre ha puntato la pistola verso di loro. La piccola aveva tirato su la coperta per la paura. Ma Chi l'ha visto parte da alcuni misteri, dubbi che emergono nei giorni seguenti. Secondo l'inviato della trasmissione, Antonietta, la moglie del carabiniere che si trova ancora in ospedale (non parla, non può mangiare, la ferita alla pancia è a rischio infezione costante) non avrebbe mai perdonato il marito, contrariamente a quanto si era detto nei giorni scorsi. Avrebbe fatto discutere la frase pronunciata dal parroco durante i funerali delle bambine: "Martina e Alessia, due angioletti che Dio ha voluto accanto". Il parroco avrebbe anche chiesto una preghiera per Capasso, e la folla radunata in chiesa (non potevano entrare le telecamere) avrebbe contestato la richiesta, restando in silenzio.

SI POTEVA ACCELERARE L'INTERVENTO? - Fa discutere anche l'intervento dei G.I.S (Gruppo interventi speciali), le teste di cuoio dei Carabinieri che quel giorno dialogarono dal balcone con Capasso cercando di farlo desistere. Secondo Chi l'ha visto, c'erano due persone vive nell'appartamento quando i G.I.S. sono arrivati. Uno era Capasso, l'altra una delle due figlie. Perché i carabinieri non hanno accelerato le procedure? Dalle 6.00 circa, ora in cui sono stati chiamati i soccorsi, i carabinieri sono entrati nell'appartamento solo alle 13.27, 7 ore dopo, trovando tre cadaveri. C'era la possibilità di salvare almeno una delle due bambine? Secondo l'avvocato La Scala, presente in studio, il reparto è specializzato e gli uomini potevano saltare da un balcone all'altro o sparare un proiettile per stordire Capasso. 

RISVOLTI SULLA COMUNITA' DI LATINA - A Latina, ed è questo sicuramente l'unico aspetto positivo, molte donne stanno denunciando le violenze subite da mariti e compagni dopo la strage di Cisterna. Un giornalista laziale riporta anche la storia di una donna a cui il marito avrebbe detto, durante una lite, “Se non la finisci ti faccio fare la fine di quella di Cisterna”. A quel punto avrebbe denunciato la cosa, ottenendo l'allontanamento da casa del marito.  

CONOSCENTI - Una famiglia distrutta dalla violenza di un uomo spaventoso, che Antonietta aveva smesso di tollerare. Una conoscente della famiglia spiega: "Capasso l'ha voluta lasciare in vita per rovinarle l'esistenza senza le figlie". In una lettera lasciata sul letto pieno di sangue il carabiniere accusava la moglie di tradimento. Era vero il contrario, invece, e la più grande delle figlie, Alessia, aveva scoperto tutto. Le due bambine erano terrorizzate dal padre, e non volevano avere rapporti con quell'uomo che si trasformerà nel loro carnefice.

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