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Strage del Rapido 904: "Cercare la verità anche se scomoda"

Cerimonia nella stazione di piazza Garibaldi per ricordare l'attentato del 1984, quando persero la vita 16 persone e 267 restarono ferite

 

Resta uno dei grandi misteri irrisolti d'Italia. Forse anche per questo motivo, la Strage del rapido 904 viene ricordata 36 anni anche a Napoli. Era il 23 dicembre del 1984, quando un ordigno esplose a bordo del treno che riportava centinaia di meridionali verso casa per feste natazlizie: ci furono 16 morti e 267 feriti.

A morire furono 10 under 30, tra i quali un bimo di 4 anni, una bimba di 9 e una di 12 anni. La Commissione stragi indicò l'episodio come l'inizio dell'epoca stragista della mafia. Dalla relazione Pellegrino si legge: "...Restano non pienamente chiariti i contesti, probabilmente diversi, in cui le due stragi (anche quella di Bologna, ndr) sono venute ad inserirsi e i più ampi disegni strategici cui le stesse sono state funzionali. In tale prospettiva apprezzabile - ma non pienamente appagante - appare l'ipotesi avanzata in sede giudiziaria secondo cui la stage del rapido 904 sarebbe stata una reazione di Cosa nostra all'attivarsi della collaborazione di alcuni pentiti "storici" come Buscetta e Contorno; un tentativo cioè dell'associazione criminale di rinsaldare, mediante la minaccia di un salto qualitativo della sua azione offensiva, legami istituzionali che sembravano allentarsi o comunque posti in discussione dall'attivarsi di una nuova stagione, che poneva in crisi un antico patto armistiziale". 

Alla commemorazione erano presenti il sindaco Luigi de Magistris, accompagnato dall'assessore alla Legalità Alessandra Clemente, e il prefetto di Napoli Marco Valentini. Per il primo cittadino: "...non è solo importante ricordare, ma rinnovare l'impegno nella ricerca della verità. Anche quando questa di mostra scomoda". 

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