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Dda Napoli

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La strada costruita sui rifiuti: i veleni della camorra a Palma Campania

Ieri l'operazione della Dda di Napoli che ha portato a 14 arresti. Rifiuti pericolosi per realizzare due km dell'autostrada A30 Caserta-Salerno. Il prefetto: "Altro duro colpo alla criminalità"

Rifiuti, pericolosi e non, triturati e miscelati al materiale usato per la realizzazione di una superstrada. La camorra, da sempre alla ricerca di modi per smaltire illegalmente e nascondere la spazzatura, ha attuato in provincia di Napoli anche questo business. Questo uno dei dettagli che emergono dall'operazione della Dda di Napoli che, al termine di indagini della Dia e dei carabinieri,ha portato ieri all'esecuzione di 14 arresti.

E se in "Gomorra", la spazzatura finisce nelle cave e anche sotto terreni agricoli, avvelenando frutta e verdura, questa volta il nascondiglio inventato per i rifiuti erauna strada in costruzione a Palma Campania, nei pressi di Nola. L'imprenditore Antonio Iovino, già condannato per la partecipazione al clan camorristico capeggiato da Mario Fabbrocino, era al centro di un traffico di rifiuti inerti che faceva sversare abusivamente in alcune cave di sua proprietà. I rifiuti venivano poi triturati con una speciale apparecchiatura, mescolati a terriccio e rivenduti come materiale di costruzione. In questo modo erano stati realizzati circa due chilometri di una strada che avrebbe dovuto collegare lo svincolo di Palma Campania dell'autostrada A30 Caserta-Salerno con il Vallo di Lauro. Il tratto di strada era già stato sequestrato dai carabinieri due anni fa.

Con questo sistema, sottolineano gli investigatori, Iovino realizzava un doppio guadagno: si faceva pagare per stoccare i rifiuti nelle sue cave e li rivendeva come materiale da costruzione di scadente qualità. I provvedimenti di misura cautelare sono stati emessi dal gip collegiale (Bruno D'Urso, Francesco Chiaromonte e Luigi Giordano) su richiesta del pm Simona Di Monte. Assieme alle misure cautelari sono state sequestrate aziende per un valore stimato in otto milioni di euro.

L'operazione, come ha sottolineato il prefetto di Napoli Andrea De Martino, rappresenta un altro duro colpo alla criminalità organizzata. (Ansa)

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