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Morte Ansaldi, Claudio Lamberti: "Troppe maldicenze e ricostruzioni sbagliate. Vi dico io chi era Stefano"

"L'ho conosciuto più 50 anni fa e in tutti questi anni ho sempre apprezzato il fatto che di quel ragazzo aveva saputo conservare l’entusiasmo, la positività, la disponibilità umana"

La morte di Stefano Ansaldi, il ginecologo campano trovato senza vita a Milano in via Macchi a due passi dalla stazione centrale, resta avvolta nel mistero. Sono tanti gli elementi che non tornano e gli inquirenti al momento non escludono alcuna pista. Le sue pazienti e gli amici di sempre, però, rigettano con forza l'ipotesi paventata negli ultimi giorni di un possibile gesto estremo compiuto dal medico alla base della tragedia, parlando invece di una persona solare, circondata dagli affetti familiari e amante della vita.

NapoliToday ha raccolto la testimonianza dell'ingegner Claudio Lamberti, amico da decenni del ginecologo scomparso: "Ho conosciuto Stefano Ansaldi più di cinquant’anni fa quando era ancora ragazzo e in tutti questi anni ho sempre apprezzato il fatto che di quel ragazzo aveva saputo conservare l’entusiasmo, la positività, la disponibilità umana che, ogni volta che si presentava l’occasione, sapeva diventare discreta e concreta generosità e di ciò, in alcuni casi, ne sono stato buon testimone. A un medico si presentano non poche occasioni, basta un incontro fortuito con un conoscente in ambito ospedaliero e, a quello che mi risulta, lui non si è mai sottratto. Indimenticabili sono le scene che conservo di Stefano, al mare, sui campi di beach volley, attorniato da ragazzini di età inferiore alla metà di suoi anni che, letteralmente rapiti dal suo entusiasmo, dal suo intenso agonismo e dalla sua incredibile resistenza fisica, lo avevano di fatto eletto come punto di riferimento. Quanti dell’età di Stefano sono capaci di essere per ore e ore compagnia gradita dai giovani? Sono quindi meravigliato ed anche addolorato di vedere da più parti una rappresentazione errata della personalità di Stefano. Troppi gli episodi raccontati male e del tutto travisati quando basterebbe chiedere di Stefano a chi lo ha conosciuto davvero e non per sentito dire".

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