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Niente mascherine, Stadio Landieri chiuso: "Negato lo sport a mille ragazzi di Scampia"

La struttura è affidata all'Ottava Municipalità. Non ha mai riaperto dopo il lockdown: mancano il personale e i dispositivi di protezione anti-covid. La denuncia di don Aniello Manganiello: "Si parla tanto di riqualificazione delle periferie e poi i ragazzi vengono abbandonati"

 

Il 9 marzo 2020, anche lo Stadio Landieri di Scampia non è scampato al lockdown che ha chiuso l'Italia per mesi. Ma per il campo della periferia Nord di Napoli, la Fase 2 non è mai cominciata. I cancelli sono rimasti chiusi e all'esterno sono rimasti metaforicamente in attesa poco meno di un migliaio di ragazzi che da anni calcano quell'erba sintetica. 

In quello stadio giocano anche i ragazzi dell'Oratorio don Guanella Calcio Scampia, fondata da don Aniello Manganiello, che da sempre accoglie i ragazzi delle famiglie più povere offrendo loro la possibilità di divertirsi. "La struttura è sotto la gestione dell'Ottava Municipalità - spiega il parroco - Da quello che sappiamo, manca il personale, ma mancano anche i dispositivi di protezione anti-covid: mascherine, gel igienizzanti e prodotti per la sanificazione. La Municipalità non ha i soldi per riaprire lo Stadio". 

Eppure, il Landieri non è solo la casa dell'Oratorio don Guanella, ma di altre quattro società sportive. Una manna dal cielo in un quartiere dove le strutture, gli spazi e i servizi, sono da sempre al di sotto nelle necessità dei cittadini, soprattutto più giovani. "Offriamo a questi ragazzi, dai 6 anni fino ai 30, uno spazio in cui esprimersi - afferma don Aniello - Molti di loro non potrebbero permettersi una scuola calcio, ma queste cinque società rendono possibile un piccolo sogno". 

Uno sforzo quotidiano che permette all'Oratorio don Guanella di partecipare, con la prima squadra, al Campionato di Promozione da 7 anni. "Qualche mese fa abbiamo vinto anche il premio per la società che valorizza meglio i giovani" racconta, con orgoglio, don Aniello. Un sogno che potrebbe infrangersi di fronte al braccio di ferro tra il Comune di Napoli e la Municipalità. Con l'inizio della nuova stagione, infatti, le cinque società sono state costrette a rivolgersi a campi privati per gli allenamenti, alzando i costi di gestione: "Se questa situazione dovesse protrarsi - avverte il prete di periferia - qualcuna delle società potrebbe entrare in crisi e non farcela". 

Il Parlamentino dell'area Nord ha chiesto aiuto a Palazzo San Giacomo per poter avere personale della Napoli Servizi e disponibilità di dispositivi di protezione individuale per i lavoratori. La soluzione, però, non sembra dietro l'angolo: "I rappresentanti istituzionali fan un gran parlare del rilancio di Scampia - conclude don Aniello Manganiello - poi ci si perde per così poco, abbandonando mille ragazzi al loro destino".   

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