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Follia al Cotugno, sputa contro i sanitari mentre attende il tampone per il Coronavirus

"Perdo un medico e un infermiere. E' come sparare", denuncia il direttore generale del Cotugno

"Ho perso un medico e un infermiere validissimi che adesso devono state in isolamento e non possono dare, come hanno fatto finora il loro prezioso contributo. Sputare addosso a una persona quando si hanno, in un momento come questo, sintomatologie e febbre, equivale a sparare, non c'è differenza". E' la denuncia del direttore generale del Cotugno di Napoli Maurizio Di Mauro.

L'atto criminoso, perchè è di questo che stiamo parlando, è avvenuto ieri sera nell'ospedale. Protagonista una persona con sintomi febbrili in file per fare il tampone, spazientita per l'attesa.  "Sono indignato, ci sono ragazzi che stanno dando l'anima, anche di 23 e 24 anni nella battaglia contro il Coronavirus".

INTERVISTA AL PENALISTA: "PER LO SPUTO RISCHIA IL CARCERE"

Tutela personale medico

“Neanche in piena emergenza sanitaria si fermano le aggressioni al personale sanitario, da non credere all’inciviltà di chi ieri sera, ha aggredito l'infermiere ed il medico dell’area di accoglienza del  P.O. Cotugno per l’emergenza Coronavirus – dichiara in un comunicato stampa Luigi Bencivenga Segretario Aziendale A.O. “Ospedale dei Colli” dell’Anaao Assomed. Ora l’Azienda si costituisca parte civile in difesa degli operatori sanitari aggrediti, a cui esprimo la piena solidarietà. Mentre aspettiamo ancora una legge in grado di tutelare l’incolumità di medici, infermieri e personale sanitario, è necessario puntare il dito contro il caso di ieri sera che si avvale di un pericoloso aggravante, l’aver dovuto interrompere il servizio delle due unità coinvolte a causa di un possibile ulteriore contagio. In piena emergenza – continua Bencivenga – chiediamo un rafforzamento delle forze dell’ordine nel rispetto delle regole vigenti disposte dai decreti governativi e quindi dotate di tutte le precauzioni necessarie, fuori le mura dell’Ospedale Cotugno”.

Manca sangue

Dopo l'accorato appello di Vincenzo De Luca di ieri sera in diretta a Carta Bianca sulla carenza di donazioni di sangue, anche Michele Vacca, responsabile regionale del centro sangue dell'ospedale Cardarelli di Napoli, questa mattina, ha precisato a tal riguardo: "L'emergenza epidemiologica del coronavirus sta avendo un effetto collaterale grave: il mancato spostamento delle persone sta causando una carenza gravissima di sangue. Non c'è nessun rischio per donare il sangue. Ne abbiamo disperatamente bisogno in questo momento, perché ci son tanti pazienti che sopravvivono grazie al sangue. I generosissimi cittadini campani devono fare uno sforzo. E' possibile donare il sangue in tutti gli ospedali della Regione. Stiamo dando la possibilità a tutti di poter accedere alle informazioni per poter donare il sangue: è fondamentale. Queste persone non possono permettersi di ammalarsi".

Contagiati campani 

Salgono ancora i casi in Regione Campania: il totale aggiornato è di 147 casi ieri sera, di cui due guariti. Vincenzo De Luca: "La situazione: abbiamo 147 contagiati, 44 in terapia intensiva. Dieci persone sono intubate. La grande incognita è legata a coloro che sono venuti dal Nord. 1733 li abbiamo identificati, ma ci sono migliaia di persone non in isolamento. Stiamo facendo un disperato tentativo di evitare che il contagio diventi incontrollabile. La prevenzione prima era nella ricostruzione dei contatti, ora la prevenzione individuale non più possibile. Posti letto per tutti non ci sono e quindi le mezze misure non sono più tollerabili. Evitiamo anche di ordinare le pizze. Se dieci pizzerie portano pizze a cento persone sono mille contatti. In dieci giorni sono diecimila contatti. E infine un appello: c'è carenza di sangue. Ci sono sette bambini in attesa di trapianto di midollo. Sangue non ce n'è". 

Sequestro flaconi illegali per igienizzare le mani

Cisterne stracolme di detersivi 5000 flaconi di liquido per sanificare le mani, pronti per la rivendita. Questi gli esiti di un ingente sequestro di materiale prodotto e stoccato in un laboratorio abusivo, individuato dai Carabinieri della Stazione di San Vitaliano e dai Forestali della Stazione di Marigliano a Scisciano.

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