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Cronaca

Osservatorio Nazionale sulla Salute, a Napoli si vive due anni in meno

Poco incoraggianti i dati che emergono dal focus sulle disuguaglianze di salute in Italia dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane

Le province di Napoli e Caserta hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa che palesano uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente. Questo è quanto emerge dal focus sulle disuguaglianze di salute in Italia dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane.

Le Province più longeve sono quelle di Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, 1,3 anni in più della media nazionale, seguite da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio.

Anche la mortalità prematura denuncia forti divari territoriali. Infatti, la Campania, la Sicilia, la Sardegna, il Lazio, il Piemonte e il Friuli presentano valori elevati di mortalità prematura, con una dinamica negativa tra il 2004 e il 2013 che le vede costantemente al di sopra della media nazionale. "Questo è un dato molto negativo - si legge nel focus dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - visto che si tratta di morti evitabili con idonee politiche di prevenzione".

La dinamica della sopravvivenza tra il 2005 e il 2016 - spiega l'Osservatorio - dimostra che tali divari sono persistenti, in particolare in Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise, Basilicata, Lazio, Valle d’Aosta e Piemonte restano costantemente al di sotto della media nazionale. Tra queste la Campania, la Calabria e la Sicilia peggiorano addirittura la loro posizione nel corso degli anni. Per contro, quasi tutte le regioni del Nord, insieme ad Abruzzo e Puglia, sperimentano, stabilmente, una aspettativa di vita al di sopra della media nazionale".

"Un punto su cui occorre riflettere riguarda l’allocazione del finanziamento alle Regioni, non è da escludere, infatti, che i divari territoriali possano discendere in parte da una divisione del Fondo sanitario non coerente con i bisogni di salute della popolazione. Non sembra, infatti, plausibile che regioni come la Campania e la Calabria ricevano minori finanziamenti, pur denotando condizioni di salute peggiori di altre regioni", si legge tra le conclusioni del focus.

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