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Sanità: Minacce di morte per la spartizione delle piazze di spaccio

Salvatore Savares, Giovanni Della Corte e Vincenzo Guerrera sono stati fermati con l'accusa di minacce aggravate dal vincolo associativo. Volevano controllare il circolo dello spaccio nel rione Sanità

Tre persone sono state fermate ieri dalla polizia a Napoli. Si tratta di Salvatore Savarese, di 33 anni, il cognato di questi, Giovanni Della Corte, di 26 anni e Vincenzo Guerrera, di 20, tutti responsabili del reato di minacce aggravate dal vincolo associativo. La storia che li vede protagonisti è nata un anno fa nel quartiere Sanità, presumibilmente per la spartizione di alcune 'piazze di spaccio'. Le discussioni sono durate fino a ieri quando hanno dato vita a delle intimidazioni nei confronti di un pregiudicato, al quale si voleva far pagare la circostanza di non aver abbandonato il quartiere.

Così i poliziotti, nella serata di ieri, su disposizione della sala operativa della Questura, si sono recati in Via dei Cristallini, dove dei fratelli erano stati minacciati di morte dai cinque uomini. Le descrizioni somatiche e le informazioni sull'abbigliamento hanno condotto i poliziotti a identificare e, successivamente, a rintracciare tre dei responsabili. Sembrerebbe che Savarese, ex affiliato al clan Misso, l'anno scorso, a seguito di una controversia con il cognato, circa la spartizione delle 'piazze di spaccio' nel quartiere Sanità, avesse imposto al cognato e a Guerrera di trasferirsi altrove. Cosa che sia Della Corte e Guerrera avevano fatto. Dopo essersi riappacificati, Della Corte e Guerrera, sono ritornati a vivere nel loro quartiere nativo e, appreso che gli spacciatori di cui si servivano, avevano continuato a vendere la droga per conto di altri, li hanno minacciati di morte, puntandogli alla tempia una pistola e chiedendo di abbandonare immediatamente il quartiere. Gli agenti sono riusciti a rintracciare e bloccare i tre, conducendoli in commissariato.


Alla fine sono intervenute anche le donne del nucleo familiare di chi era finito sotto minaccia: hanno raggiunto l'abitazione dei denuncianti aggredendoli con calci e pugni. Sono in corso, da parte della polizia, ulteriori indagini per accertare il ruolo e le responsabilità di chi ha partecipato alla controversia.

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