Processo Sarno: Sos Impresa si costituisce parte civile

Sos impresa si costituisce parte civile al processo contro il clan Sarno. Luigi Cuomo: “Mi auguro e auspico che diventi una consuetudine delle amministrazioni locali”

Si è costituita parte civile, al processo contro il clan Sarno, anche l’associazione nazionale Sos Impresa, presieduta da Luigi Cuomo. Il 17 settembre, infatti, presso l’aula bunker del carcere di Poggioreale si è tenuta, innanzi al collegio B del Tribunale di Nola, la prima udienza preliminare per il processo a carico di 15 imputati dell’associazione camorristica denominata “Clan Sarno”.
I 15 imputati si aggiungono ad altri 30 che hanno precedentemente chiesto il rito abbreviato, non ancora celebrato. Tutti gli imputati sono accusati dei reati previsti dal 416bis, estorsioni aggravate dal metodo mafioso ai danni di molti imprenditori della zona del nolano e traffico di droga. Insieme a Sos Impresa si è costituito parte civile anche la Regione Campania (rappresentata dall’avvocato Fernanda Speranza), il Comune di Pollena Trocchia (dall’avvocato Sica) e la provincia di Napoli.
L’inchiesta è stata coordinata dal pubblico ministero antimafia Vincenzo D’Onofrio ed il processo è stato rinviato al prossimo 4 ottobre, per l’escussione dei primi testi del P.M. “Sono pochissimi i casi di costituzioni di parte civile di enti locali – ha affermato Luigi Cuomo, il presidente nazionale di Sos Impresa. Mi auguro e auspico che diventi una consuetudine quella che vede le amministrazioni locali costituirsi parte civile contro la parte criminale della società, perché costituendosi parte civile rappresentano i legittimi interessi di tutta la parte sana della città”. Il clan Sarno è uno dei clan più efferati ed organizzati di tutta la provincia di Napoli. Un durissimo colpo della Magistratura, che ha portato 45 persone d’innanzi alla legge.Un’economia danneggiata per anni da estorsioni, pizzi e minacce. «Così – continua Cuomo – viene danneggiata l’economia e la sua immagine e con esse preclusa anche l’aspirazione allo sviluppo e alla qualità della vita. Mi auguro che ogni volta, in un processo di camorra, le amministrazioni si costituiscano parte civile. Purtroppo non succede sempre, ma
in questo caso è una dimostrazione di altissimo senso civico». Durante le fasi delle testimonianze, infatti, le associazioni antiracket saranno vicini ai testimoni, vittime di abusi ed estorsioni. Accompagnarli in tribunale per aiutarli in questo momento difficile. La proposta del presidente nazionale di Sos Impresa è che anche gli studenti, i sindacati, i giovani, i lavoratori e tutte le associazioni anticamorra si costituiscano parte civile nei processi.
«Non sono solo i lavoratori a subire – afferma Cuomo – ma anche l’azienda, l’impresa che subisce il condizionamento mafioso dei clan. Se dovesse scendere in campo l’intera società civile segnerebbe un distacco netto tra la brava gente e la criminalità. Questo distacco, troppo spesso, è rappresentato da un confine labile e sottile, troppo spesso si sovrappongono anche. Quando non s’intrecciano. Costituirsi parte civile, di conseguenza, per un segno evidente e
tangibile della netta separazione». Per adesso, quindi, si dovrà aspettare il 4 ottobre per l’inizio del processo, che segnerà momenti drammatici quando in aula i testimoni dovranno ricostruire gli episodi di cui sono rimaste vittime.

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