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Cronaca Chiaiano / Via Tirone

#Infondoioresisto: centinaia di messaggi di solidarietà alla Cooperativa (R)esistenza

Decine di comunicati da associazioni antimafia, comitati e movimenti da ogni parte d'Italia. E poi foto solidali da studenti e cittadini. In tanti esprimono vicinanza agli attivisti denunciati per "abusivismo"

Decine di comunicati da associazioni antimafia, comitati e movimenti da ogni parte d'Italia. Dai presidi di Libera, al Comitato Don Peppe Diana fino al consorzio NCO.

Fotografie in segno di solidarietà, con la scritta #infondoioresisto, pubblicate da gruppi, studenti e singoli cittadini sui social network e persino una pagina facebook per esprimere vicinanza alla Cooperativa (R)esistenza Anticamorra, che gestisce da un paio d'anni il fondo Rustico "Selva Lacandona" (dedicato ad Amato Lamberti) di Chiaiano, confiscato alla camorra oltre 13 anni e per anni rimasto sostanzialmente abbandonato, in mano ai clan.

Poi la svolta grazie a questi ragazzi che hanno trasformato in una realtà sociale, solidale e produttiva i 14 meravigliosi ettari di pescheto e vigneto.

La cooperativa è stata  denunciata per illeggittimità della gestione del Fondo dall'associazione "Genitori Democratici Napoli", che ha chiesto l'intervento del Tar sulla questione. E Il Tar, comunica proprio Ciro Corona, presidente della Cooperativa (R)esistenza, si espresso revocando la concessione del bene confiscato.

Ma i ragazzi non si sono persi d'animo, non vogliono arrendersi: "Vorrà dire . hanno dichiarato - che questo sarà il primo bene che da confiscato passerà ad occupato, perché finché non ci sarà un'assegnazione per bando pubblico (cosa che gli attivisti della Cooperativa chiedono da tempo, per altro n.d.r.), noi non lasceremo incustodito questo terreno, non lo lasceremo di nuovo libero per la malavita". E lanciano per domenica 26 ottobre l'appuntamento con la prima "Vendemmia abusiva", a partire dalle 10.30 in via Tirone.

I risultati di questi tre anni che hanno meritato tanta solidarietà da ogni dove? Eccoli qui, nero su bianco: sei detenuti in affidamento al lavoro, tre comunità alloggio per minori, un protocollo col dipartimento di giustizia minorile, 350 ragazzi che da tutt'Italia fanno formazione e lavorano nel periodo estivo, appuntamenti partecipatissimi su ambiente, diritti e lavoro, orti sociali e la produzione della prima falanghina "anticamorra" e delle pesche della legalità finite anche nel progetto "Facciamo Un Pacco alla Camorra". Tutte cose che hanno fatto di questo bene agricolo un presidio di democrazia popolare, libertà e contrasto all'illegalità.

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