Napoli senza smog con il lockdown: l'aria pulita riduce anche la potenza del Coronavirus

"Le immagini dal satellite dimostrano che dobbiamo fare tesoro di questa emergenza anche per il futuro", spiega Pecoraro Scanio in una intervista a NapoliToday

Campania vista dal satellite senza smog

L'emergenza Coronavirus, tra mille disagi, ansie e paure, un effetto positivo sembra averlo. Le emissioni di biossido di azoto e di Pm10, tra le principali cause di mortalità per inquinamento atmosferico, si stanno ogni giorno di più assottigliando, proprio grazie al lockdown. Dalle immagini realizzate dal satellite Copernicus sentinel 5P, con le foto elaborate dalla piattaforma Onda della Serco di Frascati e diffuse sul sito www.fondazioneUniverde.it e sulla rete www.opera2030.org, vengono confrontati due scatti, uno realizzato nelle due settimane di febbraio prima del blocco e l'altro nelle due settimane 10/24 marzo dopo i primi provvedimenti (in rosso lo smog, in verde l'aria pulita).

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 E' evidente, grazie alla drastica riduzione del traffico veicolare e di tutta una serie di attività inquinanti, una diminuzione delle polveri sottili nell'atmosfera. NapoliToday ha intervistato, sul tema, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde e già ministro dell'Ambiente, impegnato da anni nella battaglia per il miglioramento della qualità dell'aria.

-Bisognava aspettare una pandemia per attendere questi risultati?
"L'Organizzazione Mondiale della Sanità, facendo riferimento ai dati dello scorso anno, aveva affermato che in Italia l'inquinamento atmosferico, lo smog, le polveri sottili causano dai 60.000 ai 70.000 decessi prematuri l'anno. È incredibile come questo dato così rilevante non riesca a scuotere le istituzioni nazionali e locali. Tanto è vero che, da ministro dell'Ambiente, quando cercai di far varare un piano per la qualità dell'aria nella Pianura Padana, ho ricevuto il rifiuto persino ad imporre dei limiti alla velocità dei veicoli sulle autostrade. È nota, infatti, la connessione tra aumento della velocità, quindi la maggiore combustione del motore, e il rilascio di maggiori quantitativi di smog nell'aria. In effetti, lo strapotere delle lobby collegate al sistema dei combustibili fossili blocca le iniziative per passare rapidamente verso le smart cities".
 
-Il dato di Napoli a quali valutazioni porta?
"Il dato di Napoli  riproduce quello che abbiamo mostrato, dopo Nord Italia, Roma e Palermo, ma anche sulla cartina dell'intera Europa: la riduzione drastica del traffico veicolare e il passaggio allo smart working hanno portato a una riduzione netta delle polveri sottili. Questo sicuramente ha un beneficio per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico e quindi l'incidenza delle malattie respiratorie di cui l'O.M.S. parlava. Non dimentichiamoci che il Covid-19 causa una polmonite di grandissima gravità e una fibrosi ai polmoni. Attacca quindi l'apparato respiratorio ed è evidente che, in zone dove si è maggiormente esposti agli agenti dello smog, il soggetto risulta più debole ad affrontare il virus. Dall'altro lato, è altrettanto vero che lo studio della Società Italiana di Medicina Ambientale, e di alcune università italiane, ha dimostrato che la Pianura Padana, che è l'area più inquinata d'Europa, ha un tasso di inquinamento atmosferico tale da motivare un elevato aumento di contagi, così come accaduto nelle aree più inquinate della Cina. A Napoli inoltre è evidente che la diminuzione dello smog è collegata alla drastica riduzione del traffico automobilistico e questo deve essere una spinta in più ad investire su mezzi pubblici efficienti, lavoro a distanza e mobilità sostenibile".
 
-Dopo questa emergenza, si potrà avere maggiore consapevolezza di voltare pagina?
 "Dovremo saper uscire da questa emergenza, che è sanitaria ed economica, investendo sulla creazione di milioni di posti di lavoro in un vero rinascimento ecologico con smart cities, mobilità sostenibile, produzione diffusa di energie rinnovabili, smartworking e tanta innovazione green. Quello che dobbiamo evitare è che qualcuno pensi di dover risarcire le lobby petrolifere che, con il crollo del prezzo del petrolio, hanno perso qualcosa. Se questa crisi ci sta insegnando qualcosa è il fatto di avere città in cui la mobilità sia sostenibile, puntando sulle attività in smartworking, quindi con lavoro a distanza. Il che non significa solo lavorare da casa ma anche negli ambienti di coworking, dove le persone possono recarsi senza percorrere decine di chilometri nel traffico ma poche centinaia di metri da casa, a piedi, in luoghi attrezzati per poter essere, allo stesso tempo, luoghi di socializzazione e soluzioni per liberare le strade dal traffico".

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