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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Castellammare, sit-in delle donne in gonne contro Bobbio

Manifestazione pacifica accolta sulla piazza del municipio da due camionette di carabinieri in tenuta antisommossa. Sbarrato il passo a chi voleva assistere al consiglio comunale

Sono una cinquantina le donne che, davanti al Comune di Castellammare di Stabia, hanno partecipato ieri al sit-in organizzato dalle donne della sinistra contro il Regolamento di Polizia municipale che vieta gli "abiti succinti".

L'hanno definito il 'minigonna day', una protesta goliardica che, di ora in ora, si è fatta però sempre più complessa. Il sindaco Bobbio aveva infatti dato disposizione agli agenti di polizia municipale di identificare tutti i cittadini che varcavano il portone del Municipio, desiderosi di assistere al consiglio comunale. Tutti i divieti contenuti nel Regolamento della discordia, bocciato dalla Commissione statuto, sono stati violati per protesta dai manifestati riuniti davanti a Palazzo Farnese. Oltre alle minigonne è comparso pure un pallone e gli operai dell'Avis si sono messi a giocare a football, rigorosamente vietato dal Regolamento portato in discussione nell'aula consiliare.

Tra ragazzi che si sono messi a bere birra in piazza, per tentare di contravvenire alla limitazione disposta sull'uso degli alcolici fuori dai locali di somministrazione dopo le ore 22, è arrivato anche un giocoliere in minigonna.

Striscioni eloquenti - "Gli unici che sono in mutande sono i lavoratori di Castellammare" - e operai di Avis e Fincantieri che si sono uniti alla "Prima Giornata Stabiese della Minigonna" insieme a Stefania Gambardella e Nora Di Nocera dell'ADI (Associazione Donne Italiane) di Napoli. Come ha spegato Di Nocera: "Questo regolamento arriva dopo la chiusura del Centro di Contrasto agli Abusi e alla Violenza, in assenza di una commissione pari opportunità, dopo la chiusura del servizio di mammografia in città, dopo la cancellazione delle politiche sociali vere e senza informare sul finanziamento regionale di 1.300.000 euro per gli asili nido. Insomma, Castellammare sta diventando una città contro le donne".

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