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Una scena tratta da "Fortapasc"

Una scena tratta da "Fortapasc"

Torre Annunziata, il sindaco: "No a Fortapasc in tv"

In onda lunedì la storia di Giancarlo Siani. Il primo cittadino Starita scrive alla Rai: "Disegna uno scenario negativo della città, vogliamo anche un servizio sul lavoro di questi anni contro la camorra"

"Il film di Marco Risi non aiuta la città di Torre Annunziata. Disegna uno scenario negativo, dove sembra che la camorra la faccia da padrone assoluto. Torre Annunziata di oggi non è quella che si vede nel film e inoltre, come ha stabilito la Corte di Cassazione, la città oplontina non ha avuto nessuna responsabilità sulla tragica morte di Giancarlo Siani, il giornalista de Il Mattino, assassinato quando aveva 26 anni”. È quanto scrive alla direzione Rai il sindaco di Torre Annunziata Giosuè Starita, relativamente alla messa in onda del film Fortapasc prevista per il prossimo lunedì.

La pellicola racconta la vita del giovanissimo giornalista Giancarlo Siani, collaboratore del Mattino, tragicamente morto per mano della camorra la sera del 23 settembre 1985, a pochi metri da casa. L’esecuzione per mano dei malavitosi avvenne in seguito alla pubblicazione di un suo articolo pubblicato su "Il Mattino" il 10 giugno di quello stesso anno, in cui il giornalista raccontava coraggiosamente di Valentino Gionta, boss dell’epoca di Torre Annunziata, dei suoi rapporti con il potente boss Lorenzo Nuvoletta (poi deceduto), con la mafia di Totò Riina e delle modalità del suo arresto da parte dei carabinieri. Siani aveva da tempo denunciato e raccontato nei suoi articoli anche i rapporti tra politica e camorra ed era diventato presto un personaggio scomodissimo a molti.

Ma il sindaco di Torre Annunziata non si ferma a queste affermazioni e nella sua lettera aggiunge “A differenza delle sale cinematografiche e di Sky che hanno già trasmesso più volte il film, la RAI è il servizio pubblico italiano e quindi deve garantire una imparzialità nei messaggi che manda. Speriamo che la Direzione risponda e voglia organizzare, vista la imminente messa in onda del film, un servizio giornalistico sul lavoro svolto in questi anni per migliorare la città e sconfiggere la camorra".

Fango sulla sua città, sarebbe questa quindi l’opinione del primo cittadino sul film di Marco Risi e per questo chiederebbe alla Rai che alla pellicola venga associato un servizio di approfondimento sulla situazione attuale di Torre Annunziate come contraltare, per una strana e inspiegabile specie di par condicio. Come se la soluzione al male fosse quella di nasconderlo sotto il tappeto, spazzarlo via relegandolo in un angolo oscuro di oblio e non risolvendolo alla radice o, peggio ancora, accostandoci sempre e per forza qualcosa che faccia da contrappeso, che dimostri che quel male non è assoluto.


Non sono comunque mancate anche polemiche interne al consiglio comunale di Torre per l’iniziativa presa dal Sindaco (ex PD) e lo stesso segretario del Partito Democratico cittadino, Pierpaolo Telese, ha dichiarato di non essere d’accordo con le affermazioni di Starita, sostenendo che non si può scappare dalla storia, anche quando le cose accadute non ci piacciono e che questo è l’unico modo per evitare nel futuro il ripetersi di orrori simili.

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