Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Torre annunziata

Faida a Torre Annunziata: Ruotolo e Siani in città (GALLERY)

I parlamentari hanno incontrato la cittadinanza impaurita dopo gli agguati di camorra delle ultime ore

“Giancarlo è vivo e lotta insieme a noi”. Con questo coro è stato accolto l'arrivo a villa Parnaso a Torre Annunziata del deputato Paolo Siani, fratello del giornalista ucciso dalla camorra. Insieme al senatore Sandro Ruotolo è arrivato in città per accendere i riflettori sugli ultimi fatti di sangue che si sono verificato lo scorso fine settimana. Fatti che hanno alzato il livello dell'allarme in città, vittima quest'ultima di un'escalation partita da lontano. “Quella pallottola, esplosa di mattina davanti a una chiesa, poteva colpire ognuno di noi” ha detto Ruotolo che ha dato inizio all'incontro a cui hanno partecipato decine di cittadini. Il senatore ha ricordato la giornata del conferimento della cittadinanza onoraria a Giancarlo Siani come il momento in cui “pensavamo di aver sconfitto 'Fortapash', invece così non è stato”.

Secondo Ruotolo, che ha ricordato la costituzione di un comitato di liberazione dalla camorra a cui hanno aderito 40 associazioni, “vinceremo ma lo dobbiamo fare insieme”. Siani, invece, ha ricordato come il fratello scrivesse degli stessi problemi di Torre anche oltre 35 anni fa e ha spiegato come sia necessario ricostruire dopo aver combattuto la guerra alla camorra. “Torre Annunziata è grande come Sassuolo o Imperia eppure queste due città hanno fino a 40 volte il numero di asili nido presenti qui. Un sindaco che si candiderà a Torre dovrà mettere nel suo programma elettorale come obiettivo il fatto di attrarre i fondi del Pnrr sull'infanzia. Dobbiamo togliere linfa alla camorra”.

All'incontro hanno partecipato, oltre proprio al sindaco oplontino Vincenzo Ascione e a una nutrita rappresentanza di assessori e consiglieri comunali, anche i rappresentanti delle forze dell'ordine, l'Osservatorio anticamorra, Libera e i familiari delle vittime innocenti della criminalità. Fabiola Staiano, figlia di Luigi, vittima innocente, ha spiegato come si “porti dentro l'ansia e il rammarico fin da quando ho l'età della ragione. Sono felice però della presenza delle persone che in altri anni non c'è mai stata. Bisogna fermare la violenza”.

Anche Tania Sorrentino, vedova di Maurizio Cerrato, ha spiegato di essere “rammaricata perché mi sarebbe piaciuto che le persone fossero scese in piazza dopo l'uccisione di mio marito. La paura non ci aiuta, l'omertà non ci aiuta”. L'incontro è stato concluso dall'intervento del referente cittadino di Libera, don Ciro Cozzolino che ha spiegato di voler “risalire sulla Mehari di Siani e ricominciare a girare la città. Dobbiamo prendere posizione e dobbiamo farlo insieme. La camorra sono anni che si è sedimentata anche per colpa delle persone perbene che non hanno scelto da che parte stare”. I parlamentari insieme a una delegazione delle associazioni si è poi recata in Prefettura per un incontro per discutere sulla situazione cittadina.

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