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Cronaca

Vincenzo e Marina, malati e a rischio sfratto: la risposta dell'Asl

La risposta dell'Azienda dopo il servizio di NapoliToday sulla vicenda di due coniugi residenti a Napoli centro

In seguito ai servizio pubblicato da NapoliToday sulla storia di Vincenzo e Marina Barone, coniugi gravamente malati e a rischio sfratto da un'abitazione dell'Asl Napoli 1 Centro (il servizio è visibile a questo link), la direzione dell'Azienda ha inviato una replica scritta che pubblichiamo:

"L’unità immobiliare sita al Vico Lungo Montecalvario n.22 3° piano a dx, della consistenza di mq. 60,83 è occupante sine titulo dal 1999, cioè da 23 anni. Per l’occupazione del predetto immobile, gli occupanti - per tutti questi anni - non hanno mai corrisposto alcuna indennità mensile (non si definisce come canone mensile in quanto l’occupazione è sine titulo e, pertanto, il termine corretto è “indennità”). Con sentenza n°43/2008 il Tribunale di Napoli ha accertato l’occupazione sine titulo ed ha condannato gli occupanti al rilascio dell’immobile occupato determinandone il canone ad Euro 417,63/mese da corrispondere per sanare le mensilità non pagate. Al fine di evitare la procedura esecutiva di sfratto, gli occupanti hanno sottoscritto (nel 2008) un accordo di rateizzazione e riconoscimento di debito; nessuno degli obblighi di tale accordo é stato rispettati dagli occupanti con conseguenziale perdita del beneficio del termine. (non avendo corrisposto all’ASL Napoli 1 Centro neppure una rata del piano di dilazione).

La lettera prosegue: "A seguito di nuova azione della ASL Napoli 1 Centro, gli occupanti, con sentenza del Tribunale di Napoli n°5856/2017, sono stati altresì condannati al pagamento della somma di € 21.685,29 a titolo di indennità per l’occupazione dell’immobile de quo dal 1999 fino al febbraio 2012, nonché al pagamento dell’ulteriore somma mensile di € 329,13 a titolo di occupazione abusiva dell'immobile dal mese di marzo 2012 fino al rilascio dell’immobile (rilascio a tutt’oggi non ancora concretizzatosi), oltre interessi legali, spese di giudizio, spese generali. La sentenza non è stata eseguita immediatamente a cagione del blocco degli sfratti disposto dal legislatore nazionale durante l’Emergenza Covid. Allo stato, dagli atti d’ufficio, si evince una morosità complessiva al 30.06.2022 pari ad € 61.051,55 oltre interessi legali liquidati in sentenza e spese legali per un importo di € 83.700,33. Con Delibera D.G. ASL Napoli 1 Centro n°790/21, la ASL Na 1 Centro ha definito gli “Indirizzi operativi per la concessione della rateazione del pagamento di somme di natura patrimoniale riferite al recupero dei crediti per morosità afferenti a canoni e proventi per l'uso ed il godimento di beni immobili. In particolare, in relazione agli importi superiori a  50mila euro (è il caso di specie), la rateizzazione può essere concessa dall’ufficio procedente per un massimo di 18 (diciotto) rate mensili, previo versamento anticipato di un importo pari al 30% ed il pagamento delle spese legali. 

Ancora, in merito alla rateizzazione: "Il legale incaricato dagli occupanti, con il quale la U.O.C. Patrimonio dell’ASL Napoli 1 Centro si è interfacciata costantemente, considerata la situazione particolare degli occupanti per il caso di specie, su proposta dell’ASL Napoli 1 Centro, é stato invitato a proporre ai propri clienti la sottoscrizione di un piano di rateizzazione del debito, in via del tutto straordinaria in quanto tale possibilità sia preclusa per coloro che sono destinatari di un titolo esecutivo di condanna". 

La famiglia Barone ha avanzato la proposta di pagare 5mila euro subito, e 600 euro al mese, di cui 350 per l'affitto corrente e 250 come rata del debito: "Tale proposta - prosegue la nota dell'Asl - non può essere accolta né ai sensi della Delibera D.G. n°789/21, al fine di evitare disparità di trattamento fra i morosi che intendono sottoscrivere un accordo di rateizzazione, né il debito può essere stralciato in quanto la Corte dei Conti, non ritenendo che l’Azienda possa agire per finalità assistenziali, ha imposto alla stessa di adottare azioni incisive per recuperare integralmente le morosità relative al proprio patrimonio immobiliare, né accogliere la proposta di rateizzazione tenuto conto dell’ammontare totale da recuperare che, rispetto alle cifre proposte, richiederebbe molti anni se non addiriturra decenni". 

Da un punto di vista normativo, la posizione dell'Asl è ineccepibile e molti dei punti presentati nelle replica sono stati ampiamente ammessi dalla famiglia Barone. Ciò che l'Asl ha omesso di evidenziare è come sia nato lo status di occupanti abusivi. Come riportato già nel servizio di NapoliToday, la famiglia di Marina è residente in quell'appartamento da generazioni. Fino a quando l'immobile è stato di proprietà dell'Erp, l'assegnazione passava ai familiari direttamente discendenti. Quando la proprietà è passata all'Asl questo processo si è interrotto e alla morte della madre, Marina non ha ottenuto la voltura.

Nella comunicazione dell'Asl non viene fatta menzione che il debito di oltre 80mila non è frutto di una cattiva volont della famiglia Barone, ma delle gravi malattie che hanno colpito prima Vincenzo, trapiantato bipolmonare, e poi Marina, che ancora lotta contro un carcinoma. Un quadro clinico drammatico in cui la famiglia ha investito tutte le poche risorse economiche. Oggi, che i due possono contare su una pensione di invalidità vogliono pagare il loro debito, ma chiedere loro 20mila euro sull'unghia e migliaia al mese equivale a sfrattarli nelle loro precarie condizioni. Elementi di cui anche la fredda burocrazia dovrebbe tenere conto. 

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