Cronaca Avvocata / Via Mezzocannone

Serrata delle librerie a Mezzocannone: "Le fotocopie illegali ci stanno uccidendo"

Salvatore Pironti: "Lungo questa strada hanno già chiuso oltre cinque librerie, siamo rimasti in otto. Tempo due anni, nessuno più". Assenza di controlli da parte delle forze dell'ordine

Via Mezzocannone (Google Map)

I dati parlano chiaro. Li illustra Paolo Pisanti, storico libraio della zona universitaria di Napoli: "Negli ultimi tre-quattro anni, ho perso in media 300mila euro all'anno. Sa cosa significa, vero? Che tempo massimo tre anni qui chiudiamo e ce ne stiamo a casa".

Ieri, la prima protesta ufficiale. "Il fenomeno delle fotocopie illegali dei testi universitari ci sta uccidendo. E la cosa che più di tutte amareggia è che parliamo di una violazione della legge che avviene alla luce del sole". Basta andare in via Mezzocannone per rendersene conto, lì dove le storiche librerie come la Pironti sono da 60 anni, lì dove altre altrettanto librerie storiche, come Guida, hanno chiuso, e lì dove i centri di fotocopie non si contano, tanto sono numerosi. "Pensi come avviene tutto alla luce del sole che queste copisterie fanno volantinaggio davanti alle università con le loro offerte - racconta Rachele Poliselli, della libreria Sud - Io sono qui dal 1988 e quello che stiamo vedendo in questi anni non si è mai visto. I nostri incassi sono calati del 70% e la crisi non c'entra nulla. C'entra questa illegalità diffusa, così diffusa che gli studenti neanche desiderano acquistare un libro vero e non solo per un problema di costi ma perché per loro il libro è quello che trovano nei centri di fotocopie".

In effetti sempre più spesso gli studenti entrano nelle librerie, quelle vere, e chiedono il 'libro non originale', il vecchio libro fotocopiato oggi si chiama così. "Ormai basta andare in una copisteria e lì il libro si trova su una chiavetta Usb, hanno tutto il catalogo ed è fatta. Il risparmio per gli studenti? Un libro che costa 8 euro, in fotocopia viene 2. Ricordiamo, però, questo: c'é una legge che dice di poter fotocopiare massimo il 15% dell'opera completa pagando il diritto d'autore. Ma tutto questo non lo rispetta proprio nessuno". Ciò che i librai chiamano in causa è soprattutto l'assenza di controlli da parte delle forze dell'ordine.


Intanto, dice Salvatore Pironti, "lungo questa strada hanno già chiuso oltre cinque librerie, siamo rimasti in otto, tempo due anni, nessuno più". Basta, invece, girare l'angolo, entrare in via Sedile Di Porto, e i centri fotocopie pullulano. "Noi responsabili della chiusura delle librerie? - dice Mario - Se la prendano con gli editori, con i prezzi alti, con la crisi. Se la prendano anche con gli stessi professori universitari. Sa che alcuni di loro pretendono per alcuni esami lo studio di sole 100 pagine di un libro, guarda caso scritto dagli stessi prof? E poi noi favoriamo l'illegalità?". (Ansa)

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