Sequestro Villa Ebe e Cimitero colerosi: le immagini dello scempio (FOTO E VIDEO)

I due siti sono stati chiusi dai carabinieri: il Castello di Pizzofalcone è pericolante, mentre lavori abusivi hanno fatto crollare un muro nel cimitero distruggendo 13 tombe

Sigili a Villa Ebe e Cimitero dei Colerosi, due esempi del degrado del patrimonio storico di Napoli. I carabinieri del nucleo Tutela patrimonio artistico sono stati costretti ad intervenire in mattinata per motivazioni differenti. Il Castello di Pizzofalcone è stato dichiarato pericolante, a causa di una pregiudicata staticità. E' stata disposta l'immediata messa in sicurezza a carico del Comune di Napoli, proprietario del sito. Ed sempre del Comune la titolarità del Cimitero, il cui muro perimetrale è crollato daneggiando 13 tombe. Il crollo sarebbe stato causato da un cantiere abusivo adiacente per la realizzazione di un parcheggio. Il titolare dei lavori è indagato. 

Per emtrambi i casi è da valutare la posizione del Comune, che potrebbe essere chiamato a rispondere di mancata manutenzione e mancato controllo. Sul Cimitero dei colerosi è intervenuto anche la Efi, Eccellenza funeraria italiana: "Si tratta di uno dei più antichi d'Italia - afferma Gennaro Tammaro, delegato campano - Il valore culturale e storico di quel sito è inimmaginabile. Nonostante al momento il Comune di Napoli non sembra risultare indagato per i crolli e i danni derivati, questo è comunque uno degli esempi di come l'amministrazione sia manchevole e il controllo della città una chimera. Prima ancora dei cantieri abusivi a ridosso del Cimitero dei colerosi, l’amministrazione partenopea avrebbe dovuto prendersi cura di un sito abbandonato a sé stesso e in condizioni disastrose, come per il Monumentale di Poggioreale e tanti altri luoghi di riposo sul territorio cittadino”.

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