Cronaca

Napoli crolla: Villa Ebe e Cimitero Colerosi sotto sequestro

I carabinieri sono intervenuti nei due siti storici. Il Castello di Pizzofalcone "vittima" di incuria e occupazioni abusive: è pericolante. Nel cimitero, materiale di risulta di un cantiere abusivo ha danneggiato le tombe

Due sequestri, due storie differenti. Da un lato Villa Ebe, costruzione del 1922, situata a Pizzofalcone; dall'altro il Cimitero dei Colerosi, realizzato nella prima metà del 1800 per accogliere le vittime mietute dal colera. Entrambi di proprietà del Comune di Napoli ed entrambi simboli di un patrimonio storico-artistico, quello napoletano, in progressivo disfacimento. 

Villa Ebe

Per Villa Ebe, i carabinieri del nucleo Tutela del patrimonio culturale, sono intervenuti per eseguire un'ordinanza di sequestro firmata dal gip del Tribunale di Napoli. Il Castello di Pizzofalcone, altro nome con cui è conosciuta la Villa, cade a pezzi e secondo la Procura di Napoli rappresenta un pericolo per la pubblica incolumità. La staticità della struttura sarebbe pregiudicata e, come se non bastasse, all'interno è stata trovata anche una coppia di cittadini stranieri, di origine polacca, che da tempo occupavano abusivamente gli spazi. 

Secondo quanto riportato dagli inquirenti, i danni sarebbero ingenti, tanto da rendere necessaria l'immediata messa in sicurezza. Ancora da comprendere, lo stabiliranno le indagini condotte dai sostituti Vincenzo Piscitelli e Ludovica Giugni, quanto le condizioni di degrado siano ascrivibili agli atteggiamenti degli occupanti e quanto, invece, alla mancata manutenzione del Comune di Napoli. Visto lo stato di abbandono, però, escludere l'incuria da parte dell'Amministrazione, che avrebbe dovuto vigilare anche sulle eventuali occupazioni abusive, sembrerebbe azzardato. 

Cimitero dei Colerosi

Discorso diverso per il Cimitero dei Colerosi. Sebbene anch'esso versi in una condizione di abbandono, il danno che ha portato al sequestro da parte dei militari è responsabilità di un privato, titolare di un vicino cantiere abusivo, ora indagato. Mentre si procedeva alla realizzazione di un piazzale di parcheggio, il muro perimetrale del Cimitero è crollato e i detriti hanno seppellito e danneggiato almeno 13 tombre. Non è chiaro, al momento, se sarà possibile restauarare i manufatti, o se i danni siano irreparabili.  

Anche in questo caso, resta da capire se c'è una responsabilità del Comune per non aver controllato l'esistenza di un cantiere abusivo adiacente al sito.

Da quanto si apprende, questi due casi sarebbero solo la punta dell'iceberg di una mappatura del degrado del patrimonio storico-artistico-culturale di Napoli che presenterebbe un quadro desolante. Magistratura e forze dell'ordine stanno schedando i vari beni e non sono esclusi nuovi provvedimenti di sequestro nelle prossime settimane. 

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