Cronaca

Professore universitario a tempo pieno e ingegnere in privato: sequestro da 900mila euro

L'accusa per Ennio Cascetta è quella di aver lavorato in privato dal 2012 al 2015 tradendo il vincolo di esclusiva per le amministrazioni pubbliche

Un danno erariale da 900mila euro. È questo che la procura regionale della Corte dei Conti per la Campania contesta al docente universitario Ennio Cascetta, ordinario alla Federico II, e ingegnere con incarichi privati. In violazione della norma sugli incarichi accademici a tempo pieno, il docente avrebbe svolto attività professionale come consulente per tre anni tra il 2012 e il 2015.

Il sequestro 

La procura ha così ottenuto il sequestro conservativo “ante causam” invitando a dedurre il professionista. Secondo gli investigatori, nel periodo degli accertamenti fiscali, avrebbe effettuato delle donazioni ai figli in modo tale da svuotare i suoi possedimenti. I finanzieri hanno sequestrato la somma di 871.408,52 e un'imbarcazione di 12 metri ancorata a Viareggio. Inoltre la Corte dei Conti ha stigmatizzato l'atteggiamento dell'università che avrebbe dovuto vigilare sulla condotta del docente che però godeva di peso accademico e politico rilevante. Cascetta è stato, infatti, assessore regionale ai Trasporti dal 2000 al 2010.

La nota di Cascetta 

"Sono sorpreso e amareggiato per il sequestro cautelare dei miei beni da parte della Corte dei Conti in relazione a presunte attività professionali svolte nel corso della mia attività di professore universitario a tempo pieno negli anni 2012 - 2015. Si tratta di una contestazione, a mio modo di vedere, palesemente infondata come dimostrato anche dall'accertamento condotto sul punto dalla stessa Università Federico II, soggetto particolarmente titolato per riconoscere la natura prettamente scientifica dell'attività da me svolta e, in quanto tale, consentita dalla norma. A ulteriore riprova la medesima attività scientifica è risultata in pubblicazioni e indici di qualità che sono i più alti in Italia nel mio settore disciplinare; né in questi anni ho mai firmato nessuno dei miei lavori con il titolo e il sigillo di ingegnere.

Trovo inoltre molto pesante il riferimento ai miei figli per donazioni molto antecedenti l'inchiesta e che nulla hanno a che vedere con questa incresciosa vicenda che mi vede, oltretutto, vittima anche per un conteggio davvero singolare della cifra contestata sulla quale ho già pagato le tasse fino all'ultimo centesimo e che finirei per pagare due volte. Confido pertanto in una revoca rapida del provvedimento di sequestro e nella possibilità di difendere la mia correttezza nelle sedi opportune".

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